mercoledì 31 maggio 2017

NO DELLA CASSAZIONE ALLA CANNABIS TERAPEUTICA



Maggio 2017 | Avvocato Gabriella Filippone | Rassegna stampa notizie on line |



No della Cassazione alla cannabis terapeutica. I giudici di piazza Cavour hanno respinto il ricorso presentato da un uomo, processato per coltivazione di canapa indiana, al quale la Corte d'appello non aveva riconosciuto il diritto all'assunzione di cannabis terapeutica. 

L'uomo, sieropositivo, soffre di diabete mellito ed epatite cronica da Hcv, ed è intollerante all'assunzione di prodotti farmacologici ordinari.
Insomma, come dire, "se la passa benone".


RECLUSIONE PER CHI REGISTRA TELEFONATE DI NASCOSTO E LE DIFFONDE

Carcere sino a 4 anni per chi registra telefonate di nascosto e le diffonde



Non è punibile chi lo fa per l'esercizio del diritto di difesa o del diritto di cronaca.





Immagine: via Wikipedia 


La nuova riforma sul processo penale, introduce un nuovo reato per chi effettua registrazioni telefoniche di nascosto.



Registrare telefonate di nascosto sarebbe illegale, lo prevede il nuovo ddl sul processo penale, approvato recentemente al Senatoin esame alla Camera, quantomeno al mese di marzo 2017. 


La Riforma introduce un nuovo reato con la reclusione per chi registra le telefonate di nascosto e le diffonde in modo fraudolento. Registrare telefonate di nascosto: pena fino a 4 anni di carcere



Il nuovo reato, introdotto con il ddl sulla riforma del processo penale: è commesso da chi registra telefonate o effettua riprese audiovisive di nascosto e le diffonde con lo scopo di danneggiare la reputazione e l’immagine altrui. Prevista una reclusione fino a 4 anni.

Non rientrano in questa tipologia e quindi non punibili, le registrazioni effettuate o utilizzate per esercitare il diritto di difesa o il diritto di cronaca.

Esonerate anche le registrazioni di telefonate utilizzate per provvedimento amministrativo o giudiziario (questo mi è da chiarire nel suo significato).

lunedì 29 maggio 2017

Come lo festeggeremo il ferragosto? State pensando ai preparativi? #avvocati

Ripropongo una notizia del 2014 | oh yeah
| Avvocato Gabriella Filippone | Rassegna stampa notizie on line |
Quest'anno invece come lo festeggeremo il ferragosto? State pensando ai preparativi?
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mercoledì 6 agosto 2014


Rodi Garganico: flash mob di protesta degli Avvocati in costume da bagno a ferragosto contro i contributi previdenziali obbligatori


http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/e/e4/Gargano_da_ISS.jpg
Immagine: Il Gargano fotografato dall'astronauta Paolo Nespoli dalla Stazione Spaziale Internazionale | via Wikipedia


Scende in spiaggia  la protesta contro  gli iniqui contributi obbligatori richiesti da Cassa Forense, la protesta degli avvocati si organizza  in un “flash mob” in costume da bagno a Rodi Garganico.



mercoledì 24 maggio 2017

SCHIAVIZZARE L'AVVOCATO: sottrarlo alla libertà intellettuale e al lavoro libero



Maggio 2017 | Avvocato Gabriella Filippone | Rassegna stampa notizie on line |




La colonna di Marco Aurelio  | via Wikidedia

"NAD sta combattendo contro un business che parte dalla visione esplicitata professionale: quella che l'avvocato sia un professionista "diminuito", che abbia bisogno di acquisire successivi attestati, idoneità, possibilità di offrire garanzie ai clienti e alle istituzioni forensi.

La distruzione della figura libera e liberale dell'avvocato non è casuale, né inevitabile. Si tratta di una precisa scelta politica: occorreva schiavizzare l'avvocato, sottrarlo alla libertà intellettuale, da un lato, e al lavoro libero, dall'altro. 

Nel rapporto fiduciario tra avvocato e cliente si inseriscono l'obbligo di preventivo scritto, l'assicurazione obbligatoria, le specializzazioni obbligatorie, gli albi ristretti, le short list, i requisiti reddituali per avere accesso alle convenzioni con i grossi gestori di contenzioso.








martedì 23 maggio 2017

L'INPS AIUTA LE NUOVE IMPRESE AGRICOLE






Maggio 2017 | Avvocato Gabriella Filippone | Rassegna stampa notizie on line |




La legge di Bilancio 2017 ha introdotto un incentivo per i giovani under 40 che si iscrivono per la prima volta alla previdenza agricola.

Immagine di proprietà di Gabriella Filippone 
Lo sgravio contributivo è del 100% per i primi tre anni di attività e si riduce del 66% per gli ulteriori 12 mesi. 



Per il quinto anno, invece, l'esonero è del 50%. 


lunedì 22 maggio 2017

Caparra confirmataria: funzione e limiti | il contratto di banqueting



Articolo 1385 Codice Civile

Caparra confirmatoria




Immagine: portastendardo | via Wikipedia 

"Se al momento della conclusione del contratto [1326 ss.] una parte dà all'altra, a titolo di caparra, una somma di danaro o una quantità di altre cose fungibili, la caparra, in caso di adempimento, deve essere restituita o imputata alla prestazione dovuta.

Se la parte che ha dato la caparra è inadempiente, l'altra può recedere dal contratto, ritenendo la caparra; se inadempiente è invece la parte che l'ha ricevuta, l'altra può recedere dal contratto ed esigere il doppio della caparra.

Se però la parte che non è inadempiente preferisce domandare l'esecuzione o la risoluzione del contratto, il risarcimento del danno è regolato dalle norme generali"



La caparra confirmatoria è espressione di una prassi antica, consistente nel consegnare un bene a dimostrazione della serietà dell'impegno assunto.
La norma ne regola l'operatività.



Triplice funzione della caparra confirmatoria: di conferma del contratto, di anticipo della prestazione, di indennizzo preventivo per l'inadempimento, o per il ritardo.



Maggio 2017 | Avvocato Gabriella Filippone | Rassegna stampa notizie on line |







L'art. 1385 cumula le tre funzioni. Le funzioni principali sono quelle di acconto e di indennizzo.

Nulla vieta alle parti di attribuire alla caparra una soltanto delle funzioni indicate, quando lo pattuiscano espressamente.   Una caparra voluta senza funzione di indennizzo prende di solito il nome di acconto, ma può essere anche chiamata caparra, con un nome inesatto, se le parti, nonostante il nome, hanno chiarito che intesero pattuire soltanto un anticipo. Se invece le parti parlano soltanto di acconto, e non risulta che vogliano altro, ogni funzione di indennizzo è esclusa.
La caparra attiene alla conclusione, alla esecuzione del contratto.

La caparra deve essere data alla parte. Se è data ad un terzo non è caparra, ma deposito cauzionale.


giovedì 18 maggio 2017

Messaggio pubblico di Marcello Pamio indirizzato al Ministro della Salute Lorenzin invitandola a dimettersi dalla carica

Pubblico uno stralcio del messaggio pubblico di Marcello Pamio indirizzato al Ministro della Salute Lorenzin

Maggio 2017 | Avvocato Gabriella Filippone | Rassegna stampa | Le notizie on line |



LETTERA MESSAGGIO PUBBLICO DI MARCELLO PAMIO INDIRIZZATO AL MINISTRO DELLA SALUTE LORENZIN

http://www.disinformazione.it/Dimissioni_Lorenzin.htm

 Immagine: Il Ministro Lorenzin visita il Centro di Radioterapia  Campus Biomedico Roma | via Flickr





Depressione e ansia da Plasil | Non riuscire più a sorridere

Immagine:  Millefleur Imbroglio | via Public Domain Pictures 

Depressione e ansia da plasil   

Non riuscire più a sorridere 



"buongiorno ho 25 anni, da circa sei mesi mi è stata diagnosticata una gastrite con reflusso che con la sua sintomatologia fastidiosa (nausee diarree) mi ha di certo abbassato la qualità della vita modificando le mie abitudini alimentari, nel mentre sono partito in erasmus, io studio scienze politiche ho spesso vissuto momenti d'ansia durante le lezioni o durante i viaggi compiuti qui in francia a causa del timore che i sintomi della gastrite si presentassero in luoghi pubblici...da aggiungere che avvertivo anche un pò di nostalgia di casa..in generale però il quadro non era negativo erano ottimi i risultati sul piano didattico, sul piano della lingua e dei rapporti umani...da poco ho compiuto un viaggio a Roma in treno per un concorso e oltre al forte stress per i timori prima citati si è fatta sentire anche la gastrite dandomi delle nausee, in circa diciotto ore ho assunto cinque pasticche da dieci mg quindi un evidente sovradosaggio di un antiemetico, il metoclopramide chiamato plasil.....ho da subito sviluppato una forte reazione ansiogena non riuscendo a respirare, avendo un incontrollabile voglia di muovermi ero lucido ma al contempo confuso la gente attorno mi impauriva nn riuscivo a fissare un punto fisso..insomma tutto il bagaglio di sintomi extrapiramidali e di acatisia che può dare il farmaco...ora sono passati quattro giorni e io sto sempre peggio mi sveglio la mattina e le ansie iniziano a salire facendomi fare brutti pensieri e riempiendomi di paure resisto massimo fino al pomeriggio e poi devo prendere il bromazepam che mi calma..man mano che passano i giorni va sempre peggio e da due giorni circa mi sento depresso nulla sembra potermi dare gioia neanche le cose che amo di più sopratto quando ho le ansie tutto diventa nero e ho paura di esser depresso..mi sento solo e ho paura di perdere tutto qlo che ho..il tutto è peggiorato dal fatto che sono a 2000 km da casa.sottolineo che dormo regolarmente riesco a studiare ma con difficoltà e sono totalmente lucido e razionale..il medicinale che ho assunto ha tra gli effetti collaterali la depressione...io sono totalmente ignorante in queste cose e ho solo tre domande 1-.sulla base di ciò che ho descritto potrei aver contratto una depressione data dal farmaco o semplicemente un complesso di ansie? 2 una depressione data da un farmaco è passeggera si autorisolve o va cmq curata? 3 il mio caso con il plasil si presenta spesso? domani mi rivolgerò ad un medico generico e prenderò un appuntamento dallo psicologo non ho di certo intenzione di trascurare la cosa..vi chiedo per favore di essere esaustivi il vostro aiuto potrebbe essermi importante sono in un paese straniero in una brutta situazione."

mercoledì 17 maggio 2017

HOBBISTI E CREATIVI: LA NORMATIVA che li riguarda.

Non esiste una normativa organica per la loro attività.


Giugno 2017 | Avvocato Gabriella Filippone | Rassegna stampa notizie on line |





La disciplina fiscale per la vendita di propri lavori realizzati homemade (“fatti a mano”): per hobbisti e creativi, non è necessaria l’autorizzazione amministrativa per il commercio sulle aree pubbliche e in caso di attività esercitata occasionalmente, non sono obbligati ad aprire una partita Iva. 

L'immagine può contenere: pianta, scarpe, gatto e spazio all'aperto
Hobbisti e di creativi


Un hobbista è un artigiano che – professionalmente (lo fa di mestiere e si dedica esclusivamente a tale attività) o occasionalmente (lo fa nel tempo libero o per hobby), mette in vendita creazioni frutto del proprio lavoro e del proprio ingegno che potrebbero rientrare nelle opere dell’ingegno protette dal diritto d’autore (si parla, nel caso specifico, di creativi: ad esempio, opere letterarie, arti figurative, ecc…). possiamo definire un hobbista o un creativo (non professionale) come un soggetto che:


  • vende, baratta, scambia, espone, creazioni di poco valore, valore che, per legge e per ogni singola creazione, non può superare 250 euro; in alcune Regioni il limite si abbassa a 100 euro se il prodotto viene venduto in appositi mercatini;
  • svolge tale attività in modo occasionale: per essere definito un hobbista,  deve fare delle creazioni o qualsivoglia lavoretti, in modo non professionale (nel senso che tale attività non deve essere il suo lavoro principale), senza vincolo di subordinazione e senza organizzazione di mezzi. Non può essere considerato un hobbista occasionale se decide di partecipare a tutti i mercatini della sua  regione ma solo se ne pratica uno/due l’anno. L’occasionalità è intesa in modo diverso da Regione a Regione, fermo restando che tale requisito è necessario per non incorrere in obblighi contributivi e fiscali;
  • per tale attività non supera, in seguito alla vendita dei propri prodotti, l’importo di 5.000,00 euro.

Se non rientra in queste categorie, l’hobbista è ritenuto un venditore professionista che, pur realizzando i propri prodotti in maniera autonoma e artigianale, effettua un’attività di vendita continuativa ed organizzata, indipendentemente dalla natura dei beni commercializzati. Chi vende le sue creazioni in modo professionale e continuativo, con un suo marchio o in un locale apposito, avvalendosi di pubblicità, superando la soglia dei 5.000 euro annui, è ritenuto un commerciante: è soggetto all'apertura di partita Iva, all'iscrizione alla Camera di Commercio (sezione commercianti o artigiani), alla presentazione della segnalazione certificata di inizio attività (Scia) al suo Comune, alla tenuta delle scritture contabili. Adempimenti che richiedono l’assistenza di un commercialista.

Gli hobbisti: devono rilasciare scontrino? Vi è capitato di acquistare un oggetto fatto a mano in un mercatino e di non ricevere ricevuta fiscale? Se la vendita o lo scambio avviene tra soggetti privati, l’hobbista o il creativo non ha obbligo di rilasciare ricevuta o scontrino fiscale.
Se la vendita avviene tra l’hobbista/creativo e un committente con partita Iva, il primo dovrebbe rilasciare una ricevuta per prestazione occasionale con ritenuta d’acconto (una trattenuta fiscale) pari al 20% del compenso. Su tale ricevuta deve essere applicata una marca da bollo di 2 euro se l’importo supera 77,47 euro e deve essere indicato anche l’importo di eventuali rimborsi spese (esenti da Iva e contributi ma soggetti ad eventuale ritenuta d’acconto) cui il lavoratore occasionale ha diritto (ad esempio, spese di viaggio, vitto e alloggio).

L’hobbista deve conservare le ricevute emesse: oltre che per attestare l’avvenuta transazione di denaro, rappresentano un documento utile per capire se occorre predisporre la dichiarazione dei redditi. Un esempio: Sempronia è lavoratrice dipendente. All’atto della compilazione della dichiarazione deve indicare, nel quadro dei redditi diversi (quadro D del modello 730 o quadro RL del modello Unico), i compensi percepiti dalle vendite di oggetti homemade.
Hobbista | dove può vendere: L’hobbista può vendere le proprie creazioni in appositi mercatini. A tal fine è necessario che si procuri apposita documentazione da esibire in caso di controlli da parte delle forze dell'ordine:
  • denunzia di inizio attività per esposizione e vendita di proprie opere d’arte e/o frutto del proprio ingegno a carattere creativo (il modello è reperibile presso la pro loco competente per il proprio Comune di residenza);
  • tesserino degli hobbisti, per il cui rilascio bisogna esaminare la normativa della Provincia o del Comune in cui si svolgono gli eventi. Ha una validità annuale ed è rilasciato per un massimo di 5 anni, anche non consecutivi (con possibilità di rinnovo) ad un costo che può variare in base alla Regione di appartenenza;
  • eventuale altra documentazione aggiuntiva richiesta dai singoli Comuni.
Limiti imposti dalle leggi Regionali: in alcune Regioni può essere vietato esporre i prezzi dei prodotti; in altre i prezzi possono essere esposti solo se, sommati tra loro, non superano l’importo di 1.000 euro; in altre Regioni è possibile che sia stabilito un tetto massimo di mercatini ai quali l’hobbista può partecipare nell’arco temporale di un anno. Conviene capire se si debba pagare per l’occupazione del suolo pubblico.
Una valida alternativa alla vendita nei mercatini è la formula dei temporary shop, negozi temporanei, che restano aperti per meno di 30 giorni all’anno, per i quali gli adempimenti amministrativi e fiscali sono molto ridotti

Hobbisti: in cosa si distinguono dai creativi

I creativi sono coloro che vendono o espongono le loro opere d’arte frutto del proprio ingegno. Non hanno l’obbligo di possedere alcun tesserino e, per svolgere regolarmente la propria attività occasionale, dovranno:
  • mostrare, a richiesta, una“dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà” (dichiarazione di vendita temporanea), in cui dichiarano di esercitare l’attività di esposizione e vendita di proprie opere dell’ingegno a carattere creativo senza necessità di autorizzazione amministrativa, precisando che viene effettuata occasionalmente e non si è venditori abituali;
  • essere in possesso di un blocchetto di ricevute generiche (cioè, non fiscali), complete del nome e cognome di chi vende e di chi acquista e che riporteranno la cifra in euro ricevuta dall’acquirente: se l’importo ricevuto supera 77,46 euro, dovrà essere applicata una marca da bollo da € 2,00.
A differenza dell’hobbista, il creativo può partecipare ad un numero indefinito di mercatini, nel rispetto del limite di compensi non superiori a 5.000 euro annui: diversamente, sarà necessaria l’apertura di partita Iva ed il versamento dei contributi previdenziali.
Se, per il creativo, la sua attività rappresenta l’unica attività fonte di guadagno – con un volume d’affari non superiore ad 4.800 euro lordi – tali introiti non sono soggetti ad obbligo di dichiarazione nel modello Unico. In caso contrario, bisognerà dichiararli tra le prestazioni occasionali.
Hobbisti | è sempre possibile partecipare ai mercatini? Un dato spesso trascurato: il possesso da parte dell’hobbista e del creativo di specifici requisiti morali (ad esempio, non devono essere stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza; non devono aver subito una condanna, con sentenza passata in giudicato, per delitto non colposo per il quale è prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a 3 anni, ecc…).
Hobbisti | possono vendere su internet: sono tanti gli hobbisti che ai classici mercatini, preferiscono vendere su internet. Scelta non sempre conveniente, ad un hobbista non è consentito avere un proprio sito internet senza aprire una partita Iva, dove esporre i propri prodotti se sugli stessi vi sono applicati prezzi di vendita. Un soggetto che apre un proprio sito internet per la pubblicizzazione o la vendita viene considerato un commerciante: deve sottostare agli obblighi fiscali, contabili e amministrativi per i soggetti che devono aprire partita Iva.
Una soluzione per evitarsi questi adempimenti è di farsi ospitare in siti web di altri, dove ricevere una vetrina per i vostri oggetti. È la pratica dei marketplace: luoghi virtuali in cui l’hobbista, che desidera vendere le proprie creazioni online senza possedere partita Iva, può esporre i propri prodotti. I marketplace sono vari: alcuni dedicati esclusivamente ad uno specifico settore merceologico, altri generici, destinati ad ospitare diversi prodotti e servizi. Anche in questa ipotesi, se la vendita è organizzata, abituale (si lasciano prodotti in vetrina sul sito per settimane) e si superano le soglie di vendita di 5.000 euro all’anno, è necessaria l’apertura di una partita Iva.



La normativa per hobbisti e creativi

Linee guida ed eventuali disposizioni normative per hobbisti ed  creativi: per entrambi le categorie non è necessaria l'autorizzazione amministrativa per il commercio sulle aree pubbliche e in caso di attività esercitata occasionalmente, hobbisti e creativi, non sono obbligati ad aprire una partita IVA.

Creativo è considerato un artigiano che professionalmente od occasionalmente, mette in vendita creazioni frutto del proprio lavoro e del proprio ingegno (ad esempio oggetti fatti quasi interamente a mano). Tali creazioni potrebbero rientrare nelle opere dell'ingegno protette dal diritto d'autore (ad esempio opere letterarie, arti figurative, ecc.).


Un hobbista o un creativo (non professionale) è un soggetto che:
- Vende, baratta, scambia, espone, creazioni di modico valore; il valore di ogni singola creazione non può superare € 250,00 (in alcune Regioni il limite è di € 100,00 se il prodotto viene venduto in appositi mercatini);
- Svolge tale attività in modo occasionale, saltuariamente, in modo non professionale, senza vincolo di subordinazione e senza organizzazione di mezzi;
- Per tale attività non supera, in seguito alla vendita dei propri prodotti, l'importo di € 5.000,00.
L'attività hobbistica o creativa e le prestazioni occasionali.
L'attività hobbistica può definirsi come un'attività commerciale, svolta in modo occasionale, cioè saltuariamente, in modo non professionale, senza vincolo di subordinazione e senza organizzazione di mezzi. Tale definizione può variare nello specifico a livello regionale. Ad esempio in alcune regioni l'attività hobbistica viene definita come “un'attività in cui si vende, si permuta o si propone ed espone oggettistica di modico valore rientrante nel settore merceologico dell'usato e/o dell'antiquariato minore, escluso il settore dell'abbigliamento, in modo saltuario e occasionale”.


L'attività hobbistica/creativa occasionale potrebbe rientrare nella categoria dei redditi diversi di cui all'art. 67, comma 1, lettera i) del D.P.R. 917/1986 (“Redditi derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente”). L'attività è occasionale se non rientra nell'esercizio dell'arte o professione principale.

Quindi, l'esercizio dell'attività hobbistica o creativa, per non incorrere in obblighi contributivi e fiscali, deve essere del tutto occasionale, senza i requisiti di professionalità e prevalenza.



D.Lgs n. 276/2003: si definiscono “occasionali” le collaborazioni di durata non superiore a 30 giorni nel corso dell'anno solare con lo stesso committente, e per le quali sia previsto un compenso complessivo annuo non superiore ad € 5.000,00 netto(€ 6.250,00 lordo). Sui compensi percepiti come prestazioni occasionali non si applicano né IVA né contributi.

Ai sensi dell'art. 44 del D.L. 269/2003,  tali redditi sono assoggettati al contributo INPS se l'importo annuo è superiore ad € 5.000,00 netto. 
I contributi INPS devono essere calcolati solo sulla parte di reddito eccedente i 5.000 euro. Il reddito da lavoro autonomo occasionale è costituito dalla differenza tra l'ammontare percepito nel periodo di imposta e le spese specificamente inerenti alla loro produzione (art. 71 D.P.R. 917/1986). 
Se il committente è un soggetto con partita IVA, rientrano tra i compensi percepiti (e sono assoggettati a ritenuta d'acconto del 20%) anche i rimborsi spese di viaggio, vitto e alloggio sostenute e documentate, ricollegabili alle prestazioni (risoluzione dell'Agenzia delle Entrate del 21 Marzo 2003, n. 69/E). 


Allo stato attuale, non esistono regole generali in base alle quali individuare in maniera netta le differenze che distinguono le attività abituali da quelle occasionali.  Essendo molto incerta la distinzione tra abitualità e occasionalità, la valutazione circa l'esistenza dell'uno o dell'altro elemento deve essere fatta caso per caso. Pertanto, ai fini del giusto inquadramento dell'attività svolta dall'hobbista o dal creativo, questi ultimi dovrebbero contattare il proprio commercialista oppure rivolgersi ad un Ufficio Territoriale dell'Agenzia delle Entrate.
Se la vendita o lo scambio avviene tra soggetti privati, l'hobbista o il creativo non ha l'obbligo di rilasciare ricevuta o scontrino fiscale.
Al contrario, se la vendita avviene tra l'hobbista/creativo e un committente con partita IVA, in tal caso va rilasciata dall'hobbista/creativo una ricevuta per prestazione occasionale con ritenuta d'acconto pari al 20% del compensoLa data della ricevuta deve essere la stessa di quella in cui si è ricevuto il pagamento. Sulla ricevuta deve essere applicata una marca da bollo di € 2,00 se l'importo supera € 77,47.


Su tale documento viene indicato, oltre al compenso lordo e all'eventuale ritenuta d'acconto, anche l'importo di eventuali rimborsi spese (esenti da IVA e contributi ma soggetti ad eventuale ritenuta d'acconto) cui il lavoratore occasionale ha diritto (ad esempio spese di viaggio, vitto e alloggio). 

I rimborsi spese non sono soggetti a ritenuta d'acconto se non è previsto alcun compenso per la prestazione di lavoro occasionale (naturalmente solo se l'importo di tali spese non supera quelle strettamente necessarie per lo svolgimento dell'attività occasionale). La prestazione occasionale per ogni singolo committente non può durare più di 30 giorni e deve mantenere sempre le caratteristiche di lavoro saltuario, amatoriale e senza organizzazione di mezzi.
All'hobbista viene data la possibilità di vendere le proprie creazioni in appositi mercatini, previo possesso di apposita documentazione da esibire in caso di controlli da parte delle forze dell'ordine, ossia:
Denunzia di inizio attività per esposizione e vendita di proprie opere d'arte e/o frutto del proprio ingegno a carattere creativo (modello reperibile presso la pro loco competente per il proprio Comune di residenza);
Tesserino degli hobbisti (per il rilascio si rinvia alla normativa della Provincia o del Comune in cui si svolgono gli eventi); il tesserino ha una validità annuale ed è rilasciato per un massimo di 5 anni, anche non consecutivi (con possibilità di rinnovo) ha un costo che può variare in base alla Regione di appartenenza;
Eventuale altra documentazione aggiuntiva richiesta dai singoli Comuni.
Gli hobbisti e i creativi che vendono nei mercatini devono prestare attenzione ai limiti imposti dalle leggi Regionali. Ad esempio, in alcune Regioni può essere vietato esporre i prezzi dei prodotti; in altre i prezzi possono essere esposti se, sommati tra loro, non superano l'importo di € 1.000,00. In alcune Regioni viene stabilito il numero massimo di mercatini ai quali l'hobbista può partecipare nell'arco temporale di un anno. Bisogna inoltre informarsi se bisogna anche pagare l'occupazione del suolo pubblico.


I CREATIVI
La legislazione fa esclusivo riferimento agli hobbisti. Quindi, alcuni degli obblighi predetti non sono previsti per chi vende o espone le proprie opere d'arte frutto del proprio ingegno (art. 4, comma 2, D.lgs n. 114/1998). Il creativo, per esempio, non ha l'obbligo di possedere alcun tesserino.
Per svolgere regolarmente la propria attività occasionale, il creativo dovrà:
  • Mostrare, a richiesta, una “dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà” (c.d. dichiarazione di vendita temporanea), in cui il creativo dichiara “di esercitare l'attività di esposizione e vendita di proprie opere dell'ingegno a carattere creativo senza necessità di autorizzazione amministrativa, secondo quanto disposto dall'art. 4, co. 2, lettera h, del D.lgs. n. 114 del 1998); bisogna inoltre dichiarare che la vendita è eventualmente effettuata occasionalmente e non si è venditore abituale;
  • essere in possesso di un blocchetto di ricevute generiche (non fiscali). Tali ricevute, complete del nome e cognome di chi vende e di chi acquista, riporteranno la cifra in euro ricevuta dall'acquirente; se l'importo ricevuto supera € 77,46, dovrà essere applicata una marca da bollo da € 2,00.
A differenza dell'hobbista, il creativo puà partecipare ad un numero indefinito di mercatini, sempre rispettando il limite di compensi non superiori ad € 5.000,00 annui (altrimenti sarà necessaria l'apertura di una partita IVA, con obbligo di versamenti dei contributi previdenziali).
Nel caso l'attività creativa rappresenti l'unica attività fonte di guadagni (con un volume d'affari non superiore ad € 4.800,00 lordi), tali introiti non sono soggetti ad alcun obbligo di dichiarazione nel modello Unico. Se, al contrario, si supera la somma predetta, gli incassi dell'attività creativa devono essere dichiarati nel modello Unico, nella sezione L (redditi diversi) tra le prestazioni occasionali. Lo stesso se il creativo percepisce già altri redditi da attività professionale principale da dichiarare. Ad esempio, se un creativo percepisce altri redditi (da dichiarare), i redditi da lavoro creativo occasionale vanno cumulati agli altri redditi e dichiarati nel modello 730 o nel modello Unico.
Per partecipare ai mercatini, l'hobbista e il creativo devono possedere specifici requisiti morali (es. non devono essere stati dichiarati delinquenti abituali, professionali, o per tendenza; non devono aver subito una condanna, con sentenza passata in giudicato, per delitto non colposo per il quale è prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a 3 anni).

VENDITE ONLINE
Le regole del c.d. e-commerce sono contenute nel codice del consumo (recentemente modificato dal D.Lgs n. 21/2014).
Al creativo non è consentito avere un proprio sito di e-commerce dove esporre in maniera permanente i prezzi e le foto delle proprie creazioni senza la preventiva apertura di una partita IVA .
Che desidera vendere le proprie creazioni online senza possedere una partita IVA, può avvalersi di un marketplace. Un marketplace è un luogo di intermediazione che favorisce l'incontro tra domanda e offerta di beni e servizi. I siti web di marketplace possono essere di due tipi:
-verticali: sono dei siti web di vendita dedicati ad uno specifico settore merceologico (ad esempio oggetti artigianali fatti a mano);
-orizzontali: sono siti web destinati alla vendita di prodotti e servizi di vari settori merceologici (ad es. ebay).

Autore dell'articolo: Avv. Antonio la Penna | Studio Cataldi






Guida fiscale per Hobbisti: vendere prodotti homemade

Hobbisti: se vendo le mie creazioni come devo regolarmi da un punto di vista fiscale? Quali sono gli adempimenti per partecipare ad un mercatino per vendere le mie creazioni?  Le principali domande che rivolgono gli hobbisti che voglio vendere i prodotti che hanno realizzato. Di seguito la guida per vendere i propri oggetti home made.

La disciplina fiscale che gli hobbisti devono rispettare per la vendita dei propri realizzati homemade.
L’attività di vendita di oggetti realizzati da hobbisti: la normativa da rispettare è molto variegata (normativa nazionale e vari regolamenti regionali).
Guida agli adempimenti civilistici fiscali ed amministrativi, utile a tutti gli hobbisti che vogliono provare a vendere i propri prodotti, senza avere problemi con l’Amministrazione finanziaria.
I soggetti che possono essere considerati hobbisti e come si differenziano dai venditori professionisti.
In Italia non esiste una disciplina nazionale che regolamenti l’hobbistica. L’articolo 28 del D.Lgs. 114/98 rimanda alle varie disposizioni regionali che definiscono gli hobbisti come operatori non professionali che vendono, propongono, espongono, o barattano, in modo sporadico ed occasionale, prodotti di modico valore, opere della propria creatività o del proprio ingegno. Gli elementi che caratterizzano un hobbista, sono i seguenti:
Vendita, baratto o scambio di prodotti di modico valore: prodotti che non possono avere un valore superiore a €. 250 (il limite in alcune regioni scende fino a €. 100);

Svolge l’attività in modo occasionale, in modo del tutto saltuario (max. 30 giorni l’anno), in modo non professionale, senza vincolo di subordinazione e senza vincolo di mezzi (ad esempio, rispetto il limite se decido di partecipare a uno/due mercatini l’anno, ma non se pratico tutti i mercatini della regione, ogni settimana)
  • ricavi derivanti dall’attività, che devono essere certificati dal rilascio di una ricevuta non fiscale, non possono superare la soglia dei €. 5.000 annui.
Se vi rispecchiate in questi requisiti rientrate nella categoria degli hobbisti, dei soggetti che vendono prodotti realizzati "home made", in maniera non professionale e potete trovare di seguito la guida per vendere in tranquillità i vostri prodotti.

Venditori professionisti
In caso contrario, se non rientrate in questi requisiti, voi siete dei veri e propri venditori professionisti, soggetti che pur realizzando i propri prodotti in maniera autonoma e artigianale, effettuano attività di vendita continuativa ed organizzata a prescindere dalla natura dei beni commercializzati.
Se la vostra attività di vendita è continuativa (ad esempio vendete in e-commerce), se vendete in maniera professionale con un marchio, oppure con un’organizzazione di mezzi (avete un locale, usate pubblicità, cartellonistica, ecc), oppure avete superato la soglia dei €. 5.000 annui, allora siete considerati dei commercianti, e come tali siete soggetti all’obbligo di apertura della partita Iva, all’iscrizione alla Camera di Commercio (sezione commercianti o artigiani), alla presentazione della Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) al vostro Comune, e alla tenuta delle scritture contabili (quest’ultimo obbligo peraltro ha un contenuto differente a seconda del regime fiscale al quale si è assoggettati). Indispensabile la consulenza di un Dottore commercialista per gli adempimenti fiscali (dichiarazione dei redditi e tenuta della contabilità) e per i vari adempimenti amministrativi.

Hobbisti e ricevuta non fiscale

L’hobbista è un venditore occasionale, che decide di vendere un prodotto dallo stesso realizzato, effettuando un’attività del tutto artigianale (non in serie), con compensi limitati nel corso dell’anno. La normativa fiscale è piuttosto semplice. Basta rispettare poche semplici regole per essere in regola con l’Amministrazione finanziaria. La prima regola: l’emissione della ricevuta non fiscale. La ricevuta non fiscale viene emessa da parte dei privati (non titolari di partita Iva), quando effettuano la cessione di un bene. Deve essere emessa al momento della ricezione del corrispettivo di vendita, e sulla stessa deve essere sempre apposta una marca da bollo da €. 2, quando l’importo della vendita supera le €. 77,47.
La marca da bollo è a carico del cedente, ma può essere addebitata all’acquirente. Per maggiori informazioni sulla compilazione della ricevuta non fiscale e per scaricare una bozza di ricevuta, vi riamando a questo articolo: “Ricevuta: istruzioni per l’uso“.

La seconda regola: la conservazione delle ricevute emesse. Le ricevute attestano l’avvenuta transazione di denaro. Rappresentano un documento utile per capire se dovete predisporre la dichiarazione dei redditi. Se non avete altri redditi nell’anno, se avete effettuato cessioni sino €. 4.800, siete esonerati dalla  dichiarazione dei redditi.

In caso contrario (se ad esempio siete anche lavoratori dipendenti) dovrete indicare, nel quadro dei redditi diversi, di cui all’articolo 67, comma 1, lettera i) del DPR n. 917/86, (quadro D del modello 730 o quadro RL del modello Unico), i compensi percepiti dalle vendite di oggetti home made.

La vendita nei mercatini

Solitamente gli hobbisti che desiderano vendere i propri prodotti, partecipano a mercatini occasionali organizzati da varie associazioni presenti nei vari comuni, è necessario essere in possesso della documentazione necessaria per la “vendita temporanea“, da esibire in caso di possibili controlli da parte delle forze dell’ordine:

Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che il venditore presentara presso il Comune dove si svolge, in cui dichiara di esercitare l’attività di esposizione e vendita di proprie opere d’arte, nonché quelle dell’ingegno a carattere creativo senza necessità di autorizzazione amministrativa (articolo 4, comma 2, lettera h), D.Lgs. n. 114/98). Non vi è un modello standard, potete trovare il modello di vostro interesse presso la pro loco competente per il proprio Comune, o presso le varie associazioni che promuovono i vari mercatini locali;

  • Tesserino degli hobbisti. Varie normative regionali o comunali prevedono il rilascio di un tesserino degli hobbisti obbligatorio per esporre le proprie creazioni nei mercatini (il tesserino ha un costo variabile);
  • Eventuale altra documentazione aggiuntiva richiesta dai singoli Comuni, come ad esempio, il pagamento della tassa legata all’occupazione di suolo pubblico.

Normative territoriali

E' impossibile riassumere tuta la normativa regionale o comunale in dettaglio, in quanto ognuna ha regole proprie. E' opportuno informarsi presso il Comune ove si svolge la manifestazione, oppure presso l’ente che organizza il mercatino. Gli hobbisti possono partecipare anche a più mercatini durante l’anno, a condizione che non si superino i 30 giorni l’anno in cui si effettua la vendita.

In alternativa alla vendita nei mercatini è possibile la formula dei temporary shop, ovvero negozi temporanei, che restano aperti per meno di 30 giorni all’anno, per i quali gli adempimenti amministrativi e fiscali sono ridotti. Per maggiori informazioni su questo tipo di attività: “Temporary store: guida all’apertura e adempimenti“.

La vendita su internet

Accanto alla tradizionale vendita dei prodotti nei mercatini, molti hobbisti preferiscono provare a vendere tramite internet. In questo è necessario prestare molta attenzione. In linea generale, ad un hobbista non è consentito avere un proprio sito internet dove si espongono i propri prodotti se sugli stessi vi sono applicati prezzi di vendita, senza la preventiva apertura di una partita Iva.

Questo non significa che un hobbista non possa avere un proprio sito vetrina dove espone le proprie creazioni, significa che se sul sito non possono essere esposti prezzi di vendita, se non si è preventivamente aperto partita Iva.

Per l’Amministrazione finanziaria il soggetto che apre un proprio sito internet per la pubblicizzazione o la vendita di prodotti, e considerato un commerciante, e deve sottostare a tutti gli obblighi fiscali, contabili e amministrativi, previsti per i soggetti che devono aprire partita Iva.

Informazioni su questa disciplina: “Aprire partita Iva per la vendita di beni in e-commerce“.

I marketplace

Per tutti gli altri hobbisti, che non ritengono opportuno, o non sono interessati, alla vendita professionale, è possibile ovviare a tutti questi adempimenti, facendovi ospitare da altri siti web, come vetrina per i vostri oggetti. Infatti, l’hobbista che desidera vendere le proprie creazioni online senza possedere partita Iva, può avvalersi di uno dei tantissimi marketplace, dove esporre i propri prodotti.
Vi possono essere marketplace dedicati esclusivamente ad uno specifico settore merceologico, come misshobby.cometsy.com, e molti altri, oppure marketplace generalisti, destinati ad ospitare vari prodotti e servizi, come e-bay.itsubito.it, ecc.

Tuttavia è necessaria la dovuta attenzione, in quanto  la vendita deve essere occasionale, come per i mercatini reali (non virtuali). Se l’attività di vendita online è organizzata, abituale (si lasciano prodotti in vetrina sul sito per settimane), e si superano le soglie di vendita di €. 5.000 all’anno, allora anche in questo caso è necessaria l’apertura di una partita Iva.

Il contratto di conto vendita

Il contratto estimatorio o di conto vendita è disciplinato dagli articoli 1556 e seguenti del codice civile:
con il contratto estimatorio una parte (denominata tradens) consegna una o più cose mobili all’altra (denominata accipiens) e questa si obbliga a pagare il prezzo, salvo che restituisca le cose nel termine stabilito“.

Con questo tipologia di contratto, un soggetto cedente consegna una fornitura di beni, ad un altro soggetto cessionario, il quale contrarrà l’obbligo di pagarne il prezzo d’acquisto soltanto nell’ipotesi in cui, entro un dato periodo di tempo, riesca ad effettuare la vendita della merce affidata.
Il contratto estimatorio può essere utilizzato anche dagli hobbisti, che possono sfruttarlo per trovare potenziali negozianti che possano mettere in vetrina i loro prodotti. Per maggiori informazioni sul contratto di conto vendita potete consultare questo articolo: “Contratto estimatorio: disciplina civilistica e fiscale“.


Fonte: Fiscomania 











Giuridica News | Avv. Gabriella Filippone






«La differenza tra le persone sta solo nel loro avere maggiore o minore accesso alla conoscenza» (Lev Tolstoj)

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