sabato 25 febbraio 2017

Regolamento cd BONIFICA ALBI: disponibile l'atto giudiziario per la disapplicazione


Regolamento c.d. bonifica Albo 



Disponibile l'atto giudiziario avente ad oggetto "giudizio di disapplicazione avverso il D.M. Giustizia n° 47/2016" (Regolamento c.d. bonifica Albo) per il quale il Tribunale di Roma sia in sede di cautelare ex art. 700 C.p.c. che in sede di Reclamo ha statuito la giurisdizione del Giudice Civile, disattendendo l'eccezione di difetto di giurisdizione del Giudice Civile formulata dall'Avvocatura dello Stato. 

Il costo per il deposito della domanda è di euro 518 a titolo di contributo unificato e di 27 euro a titolo di marca da bollo (C.U. per il valore indeterminabile). 

Per informazioni scrivere ad agifor@virgilio.it


Fonte | via  facebook

giovedì 23 febbraio 2017

Il concetto di salute della medicina ufficiale


"La ricerca medica ha fatto tali e tanti passi avanti che quasi quasi non ci sono più persone sane" (Aldous Huxley).

Febbraio 2017 | Gabriella Filippone Rassegna stampa | Le notizie on line



Cittadini e non  TUTTI PAZZI PER LA PREVENZIONE specie se gratuita.

PREVENZIONE tramite  TECNICHE DIAGNOSTICHE INVASIVE 
in special modo promosse e caldeggiate dai dottori alias "simpatici ed umani  stipendiati ASL"


"Non viene il dubbio che dietro questa balla della prevenzione  ci sia l'ennesimo affare delle case farmaceutiche?  
Non esiste il fatto che ci sia fiducia nel nostro corpo e non ammalarsi. Esiste il fatto di dover credere di avvelenarsi e poi star male."




La salute e  la medicina ufficiale 

Iniziamo con la situazione italiana, con quanto sancito dalla nostra Costituzione.
Articolo 32 della Costituzione Italiana

Testo: "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell' individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
La Repubblica riconosce che la salute è un diritto importante di ogni individuo e di tutta la società; per questo garantisce le cure gratuite a chi è povero.
Nessuno può essere obbligato ad un trattamento sanitario, se non è stabilito da una legge: la legge deve sempre rispettare la persona umana.
Spiegazione: La salute costituisce un diritto fondamentale, la cui violazione impone il risarcimento del danno: tutti hanno diritto ad essere curati, anche se non tutti hanno diritto a cure gratuite, destinate esclusivamente agli indigenti, cioè a coloro che non sono in grado di far fronte economicamente alle cure indispensabili per la proprie salute.
"

Viene escluso qualsiasi obbligo a curarsi, viene affermato il diritto a non essere curati, se non nei casi previsti dalla legge (es.: vaccinazioni obbligatorie per prevenire malattie infettive, oppure provvedimenti di cura e di isolamento per soggetti portatori di malattie contagiose). 

È consentito il rifiuto espresso dal paziente di prolungare le cure mediche.  




Immagine: Seconda assemblea OMS  nel 1949

Italia francobolli | 

Via Wikimedia Commons


La salute, nel lontano 1946, veniva così definita dall'OMS Organizzazione Mondiale della Sanità: "stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia"
La salute è considerata un diritto e come tale si pone alla base di tutti gli altri diritti fondamentali delle persone. Questo principio assegna agli Stati e alle loro articolazioni compiti che vanno oltre la semplice gestione di un sistema sanitario. 
Essi dovrebbero farsi carico di individuare e cercare di modificare quei fattori che influiscono negativamente sulla salute collettiva, promuovendo quelli favorevoli.
In tale contesto, la salute è definita come una risorsa di vita quotidiana che consente alle persone di condurre una vita produttiva a livello individuale, sociale ed economico.
La definizione di salute proposta dall'OMS è molto impegnativa; la sua traduzione, operativamente ed in azioni, ha sempre suscitato riflessioni, dubbi, discussioni.


mercoledì 22 febbraio 2017

Lo spazio tra le travi e la soletta non è comune: il volume esistente è parte del soffitto dell'unità sottostante


Lo spazio tra le travi e la soletta non è comune: il proprietario di un'unità immobiliare non può occupare con propri manufatti la parte sottostante la sua soletta e invadere lo spazio vuoto esistente tra questa e le travi lignee che la sorreggono. 

Febbraio 2017 | Gabriella Filippone Rassegna stampa | Le notizie on line


Questo spazio infatti non fa parte integrante del solaio e dunque non è in comunione tra i due appartamenti, l'uno sovrastante l'altro. 

Immagine: Merano inverno

Così hanno deciso i giudici della Cassazione con la sentenza n. 3893 pubblicata il 14 febbraio 2017, stabilendo che detto spazio è una volumetria che può essere utilizzata solo da parte del proprietario del piano sottostante: così come il pavimento che si poggia sul solaio appartiene esclusivamente al proprietario dell'abitazione sovrastante, che lo può utilizzare come crede, il volume invece esistente tra le travi e la soletta è parte del soffitto dell'unità sottostante e può dunque essere liberamente utilizzato dal proprietario di questa.









Titolo:  Tra soletta e travi lo spazio non è comune
Autore:  Augusto Ciria
Fonte:  II Sole 24 Ore  




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Giuridica News | Rassegna news giuridiche  Avv. Gabriella Filippone  







La rassegna stampa è una sintesi rielaborata e fornisce i riferimenti dell'articolo (testata, autore, titolo) per reperire sul quotidiano o altra fonte l'articolo completo.
Si declina ogni responsabilità per errori od omissioni, nonché per un utilizzo improprio o non aggiornato delle notizie e delle informazioni.

Pratica forense: sufficiente lo stage giudiziario. Stop ai sei mesi obbligati in uno studio legale







Pratica forense: lo stage giudiziario non deve essere preceduto da sei mesi in uno studio legale

Febbraio 2017 | Gabriella Filippone Rassegna stampa | Le notizie on line







Stop al provvedimento dell'Ordine forense che interpreta in via analogica le norme sul tirocinio: solo lo Stato può regolare la materia







E' quanto emerge dalla sentenza 57/2017, pubblicata dalla seconda sezione del Tar Emilia-Romagna.






I giudici amministrativi ritengono che lo stage giudiziario vale di per sé un anno di pratica legale o notarile senza essere preceduto da un periodo di sei mesi in uno studio professionale affinché poi l'aspirante avvocato possa dare l'esame di abilitazione.


martedì 21 febbraio 2017

Gli indici di scarso rendimento al lavoro per la Cassazione


La Corte di cassazione ha affermato in diverse sentenze, l'ultima è del 9 luglio 2015 n. 14310,  che la scarsa produttività del lavoratore può giustificare il licenziamento per scarso rendimento


Febbraio 2017 | Gabriella Filippone Rassegna stampa | Le notizie on line



La sentenza n. 14310 del 9 luglio 2015  precisa che, in presenza di specifici parametri che consentano di verificare il livello della "performance" sul piano della prestazione richiesta al lavoratore e sul piano collettivo in relazione alle capacità produttive realizzate dagli altri lavoratori comparabili, lo scarso rendimento prolungato in un considerevole lasso di tempo può essere posto a base del licenziamento disciplinare.



Se sono individuabili dei parametri per accertare che la prestazione del lavoratore sia eseguita con diligenza e professionalità medie, il discostamento da questi parametri è ritenuto un segno o indice di non esatta esecuzione della prestazione. 


SE DENUNCI NON TI LICENZIO

L'esercizio del potere di denuncia alla Procura della Repubblica o all'autorità amministrativa non determina una responsabilità disciplinare in capo al dipendente, a meno che la denuncia sia strumentale, nella consapevolezza della insussistenza dell'illecito o della estraneità del soggetto incolpato


Febbraio 2017 | Gabriella Filippone Rassegna stampa | Le notizie on line




Contenziosi sui licenziamenti diminuiti di un terzo dal 2012 al 2016. Effetto Legge Fornero.

Diminuite di un terzo dal 2012 al 2016 le liti davanti alle sezioni specializzate


Febbraio 2017 | Gabriella Filippone Rassegna stampa | Le notizie on line






Nell'ambito  delle liti in materia di licenziamenti e di contratti a termine la riduzione in atto è più drastica: nello stesso quinquennio il numero di questi procedimenti giudiziali si è ridotto del 69%


La 'deflazione del contenzioso' si manifesta nel lavoro privato (nel pubblico il contenzioso si è ridotto solo del 13%).








Immagine | Elsa Fornero | via Wikipedia
Per individuare i motivi   esamineranno pure i dati relativi agli anni precedenti al 2012, ancora non disponibili. 


Sulla riduzione dei procedimenti in materia di licenziamenti è ipotizzato che abbia fortemente influito la nuova disciplina n. 92 del 2012, la cosiddetta legge Fornero, che ha ridotto la discrezionalità del giudice nel disporre la reintegrazione nel posto di lavoro e disposto limiti precisi al risarcimento ottenibile dal lavoratore in caso di sentenza favorevole.

Titolo: Licenziamenti, crolla il contenzioso
Autore: Pietro Ichino
Fonte: Corriere della Sera


venerdì 17 febbraio 2017

Avvocatura shock … gli avvocati invisibili. Articolo dell'Avvocato Paolo Rosa.



previdenza | Febbraio 2017

Avvocatura shock … gli avvocati invisibili

di Paolo Rosa - Avvocato


Cassa Forense sulla Rivista “La previdenza forense 2/3 2016” ha pubblicato i dati statistici dell’Avvocatura italiana. 




Al 31.12.2016 risultano iscritti 239.848 avvocati dei quali 226.762 avvocati attivi e 13.086 pensionati attivi.

Cassa Forense sulla Rivista “La previdenza forense 2/3 2016” ha pubblicato i dati statistici dell’Avvocatura italiana (si vedano i miei scritti “Avvocati invisibili: un calvario senza welfare e senza clienti” in Diritto e Giustizia, 20/3/2013 e “I numeri dell’Avvocatura italiana anno 2015” in Diritto e Giustizia, 19/2/2016).





Volume d’affari. Al 31 dicembre 2016 risultano iscritti 239.848 avvocati dei quali 226.762 avvocati attivi e 13.086 pensionati attivi.


Riforma Forense: obbligo iscrizione a Cassa Forense e controproposte degli Avvocati (anno 2014)

Ripropongo un articolo pubblicato nel mese di gennaio 2014 (i corsi e ricorsi storici)

Gli Avvocati contro la Riforma Forense



Riforma Forense:

obbligo di iscrizione alla Cassa Forense 

e controproposte degli Avvocati



Avv. Gabriella Filippone - E' debuttato il 15 giugno 2013 il regolamento tramite il quale Cassa forense ha attuato l'art. 21 commi 8-9 della legge 247/2012 che modifica l'ordinamento professionale degli avvocati ed impone la contestuale iscrizione agli albi e all'istituto.




L'obbligo di iscrizione alla previdenza forense ai sensi dell'art.21 commi 8-9-10 della legge n.247/2012: il 2 febbraio 2013 è entrata in vigore la legge n. 247/2012 (Nuova disciplina dell'ordinamento della professione forense) che modifica il regime dell'iscrizione alla Cassa di Previdenza Forense.


Con  l'art. 21 comma 8  "l'iscrizione agli Albi comporta la contestuale iscrizione alla Cassa Forense. L'iscrizione alla Cassa Forense, già obbligatoria per tutti gli iscritti agli Albi che esercitino la professione con carattere di continuità -cioè raggiungano prefissati limiti minimi di reddito o di volume d'affari professionali-, si vuole ora fare coincidere con il momento dell'iscrizione agli Albi, a prescindere da tali parametri reddituali." 



Il comma 9 dell'art. 21 ha affidato alla Cassa Forense di emanare, entro 
un anno dall' entrata in vigore della legge, un proprio regolamento che determini - per tutti gli iscritti,attuali e nuovi, con reddito inferiore a parametri reddituali da stabilirsi - i minimi contributivi dovuti, nonché eventuali condizioni temporanee di esenzione o diminuzione dei contributi per soggetti in particolari condizioni e l'eventuale applicazione del regime contributivo.

giovedì 16 febbraio 2017

Ancient regime: il regolamento impone per rimanere iscritto all'albo un "x" numero di cause


ACCERTAMENTO dell’ESERCIZIO della PROFESSIONE FORENSE

La mancanza dell’esercizio effettivo, continuativo, abituale e prevalente della professione comporta la cancellazione dall'albo


Febbraio 2017 | Gabriella Filippone Rassegna stampa | Le notizie on line



Com’è noto il Ministro della Giustizia ha emanato lo schema di decreto attuativo dell’art. 21 della nuova legge professionale in tema di accertamento dell’esercizio effettivo della professione forense.
Lo schema di regolamento prevede che gli iscritti all’albo degli avvocati esercitino la professione in modo effettivo, continuativo, abituale e prevalente.
Il Consiglio dell’Ordine verificherà la sussistenza dei suddetti requisiti ogni 3 anni.
Il Ministro si è preoccupato di individuare, in maniera più concreta, che cosa si intende per esercizio effettivo, continuativo, abituale e prevalente, della professione di avvocato.

Tali parametri ricorrono quando l’avvocato:
a) è titolare di una partita Iva attiva;
b) ha l’uso di locali e di almeno un’utenza telefonica destinati all’attività professionale (anche in forma associata o mediante società professionale);
c) ha trattato almeno 5 affari per ciascun anno;
d) è titolare di posta elettronica certificata;
e) ha assolto l’obbligo di aggiornamento professionale secondo le modalità indicate dal C.N.F.;
f) ha in corso una polizza assicurativa per la responsabilità civile;
g) ha corrisposto i contributi annuali dovuti all’Ordine;
h) ha corrisposto i contributi dovuti alla Cassa di Previdenza.
***
Gli otto requisiti sopra indicati devono ricorrere congiuntamente e laddove il Consiglio dell’Ordine Circondariale, preposto al controllo, ne accerti la mancanza, può disporre la cancellazione dall’albo.

La giornata tipo degli avvocati e dei praticanti (video)

Interviste: la giornata tipo degli avvocati e dei praticanti.

Un video non recentissimo per chi può rivedersi nello stile lavorativo degli avvocati e dei praticanti.


Se poi queste abitudini giornaliere vengono affrontate e  svolte  gratuitamente "perché così fan tutti" o per altri svariati motivi, la giornata, piena e fitta di impegni,  può risultare molto pesante. Piacevolezze a parte.





mercoledì 15 febbraio 2017

"La Legge per tutti" è un fenomeno social: "volgarizziamo il diritto" | Angelo Greco: siamo vittime di una concezione corporativa delle professioni

Febbraio 2017 | Gabriella Filippone Rassegna stampa | Le notizie on line



Immagine:  L'angelo di Leonardo Da Vinci | via Wikipedi

Dalla città di Cosenza in Calabria a Rai Uno il passo è breve e costellato da grinta, entusiasmo, ambizione e caparbio impegno: un successo personale dell'avvocato Angelo Greco.


L'obiettivo: far comprendere la legge a tutti. Il suo sito registra moltissime visite giornaliere, ha una rete di legali da tutta Italia. Angelo Greco è anche diventato ”avvocato di famiglia”: la mattina cura una rubrica legale in cui  offre consigli e consulenze ai consumatori, agli utenti e ai telespettatori,  in un programma Rai.

La Legge per tutti è nato come un fenomeno social: quelli che "volgarizzano il diritto"


"Siamo vittime di una concezione corporativa delle professioni che, rendendoci schiavi del passato, non ci fa vedere le occasioni del futuro". 

Angelo Greco, avvocato digitale, autore di saggistica, iscritto all'albo dei giornalisti, già collaboratore universitario, esperienza in Columbia University, è il fondatore del portale di consulenza e informazione legale "La legge per tutti": "Chi teme che gli altri gli rubino le idee é chi evidentemente ne ha poche" (via Facebook)



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