giovedì 16 aprile 2015

Nuovo Ricorso al Tar Lazio avverso l'iscrizione d'ufficio a Cassa Forense con richiesta di sospensiva per il grave periculum in mora




GABRIELLA FILIPPONE



L'A.Gi.For. Associazione Giovanile Forense ha oggi comunicato nei social media ai  Colleghi che nei prossimi giorni sarà notificato un nuovo Ricorso al Tar Lazio avverso l'iscrizione d'ufficio a Cassa Forense, notificata tramite pec, nonché la relativa Delibera della Giunta esecutiva e del presupposto Regolamento ex art. 21 commi 8 e 9 Legge n° 247/2012 pubblicato in G.U. in data 21 agosto 2014, con richiesta di sospensiva, stante il grave periculum in mora (circa 8.000 euro richiesti) da parte di un Collega.



Il Ricorso è in fase di notificazione a C F e ai Ministeri del Lavoro, Economia e Giustizia. 



L'A.Gi.For. aderirà al Ricorso con intervento ad adiuvandum fornendo al  Collega gli spunti redazionali opportuni. 



Poiché la notificazione dell'iscrizione d'ufficio si atteggia ad atto amministrativo (spendita di potere da parte di P.A.), viene impugnata tale iscrizione officiosa concretamente lesiva della sfera giuridica del destinatario e dei presupposti atti amministrativi (Delibera della Giunta Esecutiva di CF e del Regolamento previdenziale) con richiesta di sospensiva.



Peraltro, il motivo per cui il Presidente Tar "consigliò" vivamente di desistere dalla richiesta sospensiva del Ricorso A.Gi.For. era proprio il difetto di provvedimento con effetti concretamente lesivi nei confronti dei destinatari del Regolamento impugnato.



Infatti il Regolamento attuativo ex art. 21 commi 8 e 9 Legge n° 247/2012 è formalmente atto amministrativo, ma sostanzialmente atto normativo (contiene disposizioni generali ed astratte).



Immagine | Altare di Marte dove è rappresentata la nascita di Romolo e Remo e la lupa che li allevòvia Wikimedia


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giovedì 2 aprile 2015

EURODEPUTATO IGNAZIO CORRAO (M5S): proviamo a fare delle azioni con i deputati

GABRIELLA FILIPPONE

Ignazio Corrao | via Wikimedia

L'eurodeputato parlamentare M5S Ignazio CORRAO (avvocato) in risposta ad un  tweet di Vario News: 

"proviamo a fare delle azioni con i deputati che è più rapido, io ci sto provando a coinvolgerne altri"







Lo sforzo comune di alcuni deputati M5S  impegnati in questa battaglia è confermato dalle dichiarazioni rilasciate in questi giorni nei social network  dal deputato M5S Andrea COLLETTI, avvocato Componente dell'organo parlamentare: II COMMISSIONE GIUSTIZIA,  dal 7 maggio 2013.



Andrea Colletti | via Wikimedia

Andrea Colletti ha scritto il
1 aprile alle ore 20.49:



"Oggi ho parlato con due colleghi del partito democratico della Commissione Giustizia della Camera ed anche per loro il regolamento per la permanenza dell'albo deve essere modificato.

Sto cercando ovviamente di fare quadrato fuori dagli schieramenti politici contro la prima bozza di questo orrendo regolamento ministeriale.

Spero che alle parole seguano i fatti.

Io vi consiglio di fare pressioni nel vostro collegio sui vari deputati/senatori eletti."





RIFORMA FORENSE
Rammento a chi legge che l’eurodeputato siciliano M5S Ignazio Corrao ha recentemente presentato un'interrogazione all'Esecutivo di Bruxelles:
“Un insopportabile effetto discriminatorio che riduce la concorrenza e crea una casta professionale cui possono accedere tendenzialmente i più ricchi, non necessariamente i più bravi, spazzando via dalla professione migliaia di avvocati, soprattutto i più giovani, redditualmente più deboli”. L’eurodeputato M5S Ignazio Corrao ha così rappresentato il disappunto di tanti  avvocati italiani, giovani e meno giovani, ponendo  una apposita interrogazione alla Commissione Europea.
 “L’articolo 21 commi 8-9 della Legge 247/2012 di tale riforma – precisa  Corrao – ha stabilito che l’iscrizione all’Albo professionale comporti la contestuale iscrizione alla Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense e l’obbligo di corrispondere i contributi previdenziali, a prescindere dalla capacità reddituale, pena la cancellazione dall’Albo stesso. Ciò comporta ad esempio che per i giovani avvocati, anche in assenza di guadagni, vi è l’obbligo di pagamento di circa 850 euro, a fronte del riconoscimento di soli sei mesi contributivi annui. L’Italia – come stigmatizza l’eurodeputato  – applica norme che tutelano gli interessi di pochi ricchi e potenti, scavalcando il più elementare buon senso e le vigenti norme europee, considerando che in questo caso, tale riforma non solo scoraggia le giovani professionalità ad esercitare un mestiere nobile ed antico, ma agevola soltanto gli affermati professionisti che, sebbene abbiano raggiunto tale status per meriti acquisiti negli anni, avranno meno concorrenza considerando che molti avvocati rischiano di essere cancellati dall’albo professionale perché non hanno la possibilità di pagare tasse vuoto per pieno, a prescindere dal fatturato”. L'eurodeputato siciliano si rivolge all’esecutivo di Bruxelles chiedendo “se non ritenga che la normativa italiana violi il principio di libera concorrenza ex artt. 101 e 102 TFEU ed ostacoli l’accesso alla professione e libera circolazione dei servizi tutelata dagli artt. 106, 55 e ss. TFUE. Ed ancora  – si legge nell’interrogazione – se non ritenga che la normativa violi l’art. 21 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea che vieta qualsiasi forma di discriminazione fondata anche sul carattere patrimoniale ed infine se non ritenga utile uniformare la disciplina che regola l’accesso alla previdenza forense in tutti i Paesi UE”. 
Fonte: Ignazio Corrao



 The rainbow at the entrance of the European Parliament in Brussels | via Flickr


Sull'argomento  vedi:



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mercoledì 1 aprile 2015

PETIZIONI on LINE e PROCEDURA di PETIZIONE davanti al PARLAMENTO EUROPEO

GABRIELLA FILIPPONE

Immagine: The rainbow at the entrance of the European Parliament in Brussels | via Flickr

Una ns. Collega propone di lanciare una petizione "per la difesa della ns categoria e l'indipendenza del titolo di avvocato dall'appartenenza alla cassa forense".
Sebbene siano già state lanciate delle petizioni, che sono circolate e ancora circolano on line per la raccolta firma tra i vari gruppi, Vi segnalo alcuni link tramite i quali lanciare una petizione.

Il problema sta nel riuscire a farla passare tra più Colleghi possibili, non solo tra quelli impegnati on line, sensibilmente attenti al "dramma" che viviamo.

Segnalo quindi 

 LA COMMISSIONI PETIZIONI PRESSO IL PARLAMENTO EUROPEO


ImmagineL'emiciclo di Bruxelles del Parlamento europeo | via Wikipedia



"La procedura di petizione dinanzi al Parlamento europeo è finalizzata a garantire la possibilità di comunicare con il Parlamento e di esercitare il proprio diritto di petizione, che costituisce uno dei diritti fondamentali di tutti i cittadini e residenti europei, come stabilito sia dal trattato sia dalla Carta dei diritti fondamentali (cfr. il trattato di Lisbona).
Grazie alle petizioni ricevute il Parlamento, tramite la sua commissione per le petizioni, è in grado di esercitare un controllo concreto e costante del modo in cui è attuata la legislazione europea e di valutare la misura in cui le istituzioni europee rispondono alle preoccupazioni sollevate dai cittadini.
L'obiettivo della commissione per le petizioni è di rispondere a tutte le petizioni indicando, se possibile, una riparazione extragiudiziale alle legittime preoccupazioni sollevate dai firmatari su questioni relative agli ambiti di attività dell'UE.
Questo portale consente di presentare la propria petizione per via elettronica mediante una procedura di registrazione intuitiva; esso fornisce inoltre informazioni sintetiche sulle questioni sollevate da terzi come pure sulle petizioni già ricevute. La funzione di ricerca permette di concentrarsi sugli aspetti di maggiore interesse per i cittadini e di conoscere le posizioni di terze parti sulle questioni riguardanti l'UE. Il portale consente altresì di fornire il proprio sostegno online alle petizioni aperte dichiarate ricevibili dai membri della commissione per le petizioni.
Per le petizioni in formato cartaceo non è necessario compilare alcun modulo né seguire un formato standard.

Tuttavia la petizione deve:

  • recare il nome, la cittadinanza e l'indirizzo di residenza del firmatario (nel caso delle petizioni di gruppo, essa deve recare il nome, la cittadinanza e l'indirizzo di residenza della persona che presenta la petizione, o almeno del primo firmatario);
  • essere firmata.


La petizione può contenere allegati, incluse le copie di eventuali documenti giustificativi.
La petizione va inviata al seguente indirizzo:

Presidente della commissione per le petizioni
European Parliament
B-1047 BRUSSELS"







In ultimo Vi segnalo un importante recente COMUNICATO delle associazioni forensi A.Gi.For. e A.F.G. sul Regolamento Bonifica Albo


 "Care Colleghe e cari Colleghi,



il Ministero della Giustizia, con il consenso del Consiglio Nazionale Forense, sta approvando un regolamento attuativo della Legge Professionale che complessivamente legittima un criterio di permanenza all’Albo fondato sul censo e non sulla qualità e preparazione deontologica e professionale dell’iscritto.

L’A.Gi.For. e A.F.G. continuano a chiedere con forza al C.N.F. e ai C.O.A. territoriali di rappresentare al Ministero la necessità di “cambiare indirizzo” per espungere il “censo” quale motivo di giusta causa di cancellazione dall'Albo e di intervenire affinché il Parlamento provveda al più presto ad abrogare l'intero art. 21 della Legge Professionale.

Tutto il Regolamento c.d. Permanenza Albo, il cui schema è stato fatto circolare dal C.N.F., fondando la permanenza dell’iscrizione all’Albo sul numero di affari o pratiche e altri canoni censuari, e non sulla dedizione esclusiva alla professione e/o sulla osservanza delle regole deontologiche, positivizza un obbligo di successo professionale, quale condizione per la permanenza all’Albo, in modo contorto ed eccentrico rispetto alle altre professioni ordinistiche.

Nessun’altra professione prevede una “pulizia etnica” delle Colleghe e dei Colleghi da parte degli Organi esponenziali della Categoria. 

Attualmente, in nessun Ordine, salvo in quello Forense, il profilo previdenziale condiziona la possibilità di esercizio della professione. 

Ciò stride fortemente con il principio di “solidarietà” tra Avvocati, che sotto il profilo deontologico spesso viene riaffermato in numerosi simposi o Convegni di aggiornamento professionale, e poi non realizzato e non praticato purtroppo a livello di iniziative legislative e regolamentari.

Noi crediamo che infierire da parte dei C.O.A. sui Colleghi più sfortunati, impedendo loro di lavorare, sia indegno della Civiltà Giuridica e dello Stato di Diritto per la cui costruzione, storicamente, si è tanto battuta l'Avvocatura Italiana. 

Come Associazione Giovanile Forense e Alleanza Forense per la Giustizia chiediamo, pertanto, al Consiglio Nazionale Forense - cui compete di esprimere il parere sullo Schema di Regolamento proposto dal Ministero della Giustizia - di rappresentare la necessità di apportare sostanziali modifiche, eliminando ogni riferimento ai canoni latamente censitari e reddituali tipizzati nel Regolamento, in contrasto peraltro con la norma primaria (art. 21 commi 1-7).

Intendiamo informare che nostri Colleghi Soci attivisti stanno predisponendo il Ricorso avverso il Regolamento Continuità, qualora non fossero ascoltate le istanze della base dell'Avvocatura. 

Detto lavoro di studio verrà messo a disposizione dei Consigli dell’Ordine affinchè, nell’ipotesi che la trattativa politica avesse esito negativo, sia l’Autorità Giudiziaria, in estrema e dolorosa ratio, a salvaguardare la dignità e l’indipendenza dei professionisti forensi. Reputiamo che, proprio in forza del nuovo assetto ordinamentale, i Consigli degli Ordini Forensi, di fatto privati della loro funzione storica - ossia il controllo deontologico - debbano svolgere una funzione “sindacale” e “politica”, e, quindi, difendere anche giudizialmente i diritti ondamentali della persona-avvocato, come quello di poter continuare ad esercitare la professione, a prescindere dalle proprie condizioni economiche e familiari.

La procedura di bonifica censitaria, normata nell'art. 21, commi 1-7, è, infatti, talmente farraginosa e mortificante per la dignità dell'Ordine (che rischia il commissariamento in caso di inosservanza dell’obbligo) che prevediamo non poche “obiezioni di coscienza” o quantomeno “coscienze infelici” per dover applicare una normativa palesemente incostituzionale.

E’ facile prevedere che dette cancellazioni comporteranno un forte intasamento della Giurisdizione. Avverso il provvedimento di cancellazione si potrà ricorrere prima al C.N.F. con effetto sospensivo e poi alle Sezioni Unite della Cassazione, con ogni conseguente rischio di blocco della giurisdizione domestica.

Non sono da escludere eventuali rinvii alla Corte Costituzionale e alla Corte di Giustizia della UE.

La permanenza all'Albo come la fuoriuscita da esso devono continuare ad essere libere scelte e come tali non coercibili ovvero oggetto di pressioni che minano l'indipendenza e la libertà dell'Avvocato. A.Gi.For. e A.F.G. assumono l'impegno di far impugnare, con i Colleghi associati, il Regolamento Continuità dal nostro Ordine (che deve essere la Casa di tutti gli Avvocati romani e non solo di quelli più fortunati) per ristabilire la vera Colleganza e Solidarietà della Categoria. Se non dovessimo essere ascoltati agiremo in proprio! Anche per questo è NECESSARIO VOLTARE PAGINA.



Avv. Carlo Testa, Presidente Nazionale A.Gi.For.

Avv. Paolo Nesta, Presidente A.F.G."





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