mercoledì 26 giugno 2013

Riforma Forense: obbligo di iscrizione alla Cassa Forense e controproposte degli Avvocati



Avv. Gabriella Filippone - Il vero problema non è l' elevato numero di avvocati, che comunque garantisce una certa concorrenza, ma l' assenza di sbocchi dopo la laurea in giurisprudenza. Migliaia di neo-avvocati, ma non solo loro, attendono una riqualificazione del loro ruolo professionale, dopo le numerose penalizzazioni subite.
Hanno chiuso ogni sbocco alternativo; è indispensabile ora creare nuovo lavoro ampliando le competenze dell'avvocato così aprendo al notariato e nella pubblica amministrazione, realizzando nuove figure indipendenti di lavoratori laureati in giurisprudenza e qualificati .


E' debuttato il 15 giugno 2013 - quando è stato posto al vaglio degli ordini e degli organismi di rappresentanza della categoria - il regolamento con cui la Cassa forense ha attuato l'art. 21 commi 8-9 della legge 247/2012 che modifica l'ordinamento professionale degli avvocati ed impone la contestuale iscrizione agli albi e all'istituto.
E' visibile sul sito della Cassa Nazionale Forense il comunicato, rivolto dal Presidente Avv. Alberto Bagnoli a tutti gli iscritti, recante il seguente titolo: Obbligo di iscrizione alla previdenza forense ai sensi dell'art.21 commi 8-9-10 della legge n.247/2012.

martedì 4 giugno 2013

Insultare i politici è reato? Non sempre.

Fonte immagine: http://webgossip.myblog.it/media/02/02/1040025562.jpg
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Avv. Gabriella Filippone - Il premier Enrico Letta -come anche altri politici- ha chiesto pubblicamente un abbassamento dei toni ed una riconciliazione, considerando la possibile rilevanza penale di certe esternazioni, giudicate dal premier inaccettabili.
In questi tempi di antipolitica e d'indignazione prét-à- poter, il Procuratore Generale di Trento, nella redazione di una richiesta di archiviazione di un procedimento penale per diffamazione, ha affermato un interessante principio di diritto, inerente all'ipotesi di insulto nei confronti di un soggetto politico.
Il Procuratore, nella redazione della richiesta di archiviazione, ha considerato che nella polemica politica si assiste ad una vera e propria "desensibilizzazione" del significato  ingiurioso e della portata di determinate parole,  ha quindi ritenuto che il reato non può dirsi realizzato.

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