martedì 28 maggio 2013

Romania, la "nuova" frontiera dell'abilitazione alla professione forense.Traffico di laureandi in Romania per il titolo di avvocato. Serve una riforma dell'avvocatura?


  

 
La notizia è questa: l'ordine degli avvocati di Tivoli ha disposto indagini conoscitive relativamente alla legittimita' e legalita' di iscrizioni come avvocati stabiliti di laureati italiani che hanno conseguito il titolo di "avocat" in Romania.

Il problema: sembra si tratti non di volenterosi laureati italiani che hanno svolto un percorso formativo in Romania superando poi all'estero l'esame, bensi' di soggetti che, rivolgendosi ad alcune "agenzie", avrebbero ottenuto il titolo utilizzando percorsi decisamente furbi e meno faticosi.

In un articolo dell'Avv. Renato Savoia, "Esame forense: il turismo si sposta in Romania" pubblicato il 26 aprile 2013 su  LeggiOggi.it, quotidiano giuridico politico economico diretto dall' Avv. Carmelo Giurdanella, ( http://www.leggioggi.it/2013/04/26/esame-di-abilitazione-avvocati-il-turismo-forense-si-sposta-romania/ ) si fa riferimento ad un'associazione romena, guidata da un soggetto che avrebbe di fatto creato un albo "non ufficiale".

Diventati avvocati in Romania, alcuni hanno chiesto l'iscrizione negli ordini italiani come avvocati stabiliti (ai sensi del d. lgs. 96/2001, che ha recepito nell'ordinamento italiano la Direttiva 98/5/CE).

Riferisce l'Avv. Savoia nel suo articolo che il Dipartimento degli affari di giustizia di via Arenula ha inviato una richiesta di informazioni alle competenti autorita' rumene per accertare se, accanto al percorso legittimo e regolare per diventare avvocato in Romania, esista un percorso alternativo privo di legittimita'. La vicenda andra' seguita in quanto non e' ancora giunta alla sua conclusione.

Sul punto è doveroso per me pubblicare le precisazioni pervenutemi da Aurelio Bassi, il quale si  discosta  ed afferma che in ogni caso nessuno  ha documentato la presunta illegittimità del UNBR, "non è l'Italia che deve decidere se questa organizzazione e illegittima o meno, bensi la Romania. E non mi risulta che tale Organizzazione, allo stato,  sia stata dichiarata fuori legge dal Governo Rumeno".

venerdì 24 maggio 2013

Le nazioni con i lavoratori più stressati secondo il rapporto dell’Agenzia Europea: 'Grecia, Cipro, Slovenia, Slovacchia, Malta, Portogallo, Italia, Repubblica Ceca, Bulgaria'

Avv. Gabriella Filippone - Da un articolo pubblicato su Repubblica.it risulta che in vetta alla classifica dello stress collegato al lavoro, tra crisi, riorganizzazioni e scadenze, ci sono i cittadini dei paesi più colpiti dalle recenti politiche restrittive.
L'allarme è dell'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro,  nell'ultimo rapporto, svolto tra la fine di novembre del 2012 e i primi di febbraio del 2013 e di recente pubblicato, che ha monitorato gli umori e lo stato d'animo di quasi 17mila cittadini europei: dipendenti e collaboratori, maggiorenni, e chi  ha un impiego, più o meno stabile. Gli autori della ricerca riferiscono trattarsi di "percezioni" dei lavoratori più che di numeri statistici relativi a fatti verificati.


 I risultati sono stati pubblicati nel rapportoEuropean Opinion Poll on Occupational Safety and Health[1]

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