martedì 10 aprile 2018

L'audizione di Zuckerberg al Senato Usa (video)

Il pericolo, ha detto il senatore Thune, è che “da esempio di sogno americano, Facebook diventi un incubo per la privacy”. Il social network ha “impropriamente condiviso” dati di 87 milioni di utenti senza il loro consenso.
Zuckerberg: “Non offriamo oggi un’opzione a pagamento, dice, ma vogliamo connettere le persone in tutto il mondo e per farlo abbiamo anche bisogno della pubblicità. Ci sarà sempre una versione di Facebook gratuita”. Il senatore Nelson ribatte: “Quindi le persone pagano con i dati?” Alla fine, Zuckerberg ammette: “Sì”.
“Non raccogliete la cronologia dei messaggi e delle chiamate?” “Voglio fare in modo che sia la mia equipe a rispondere, per essere il più dettagliato e accurato possibile”. Molti i “non so”, diverse le promesse di approfondimenti”: Zuckerberg non sembra sempre all’altezza del ruolo di leader globale di una comunità di 2,2 miliardi di persone, eppure a Wall Street le azioni salgono del 4,5%.






Fb e Cambridge Analytica, l'audizione di Zuckerberg al Senato Usa
la Repubblica è in diretta ora.


Il fondatore e Ceo di Facebook, Mark Zuckerberg, viene ascoltato dalle commissioni congiunte di giustizia e commercio del Senato. E' chiamato a spiegare il ruolo svolto e gli errori commessi dal suo social network nella vicenda dei dati di 87 milioni di utenti usati illecitamente a scopi elettorali da Cambridge Analytica. Aprono i lavori i presidenti delle due commissioni. Poi è la volta di Zuckerberg, che dopo la lettura di una dichiarazione già preparata, deve affrontare l'interrogatorio dei senatori.



IL TUTTOFARE | Un film di Valerio Attanasio | Pianeta e nebulosa avvocati



Aprile  2018 | Avvocato Gabriella Filippone |
Rassegna e commenti notizie on line



La trama del film - "La storia di Antonio Bonocore (Gugliemo Poggi), praticante in legge che sogna un contratto nel prestigioso studio del suo mentore, il principe del foro Salvatore “Toti” Bellastella (Sergio Castellitto): professore di diritto penale, fine giurista, amante del mondo classico tanto che potrebbe sostenere una conversazione in latino e in greco antico, Bellastella è il non plus ultra tra gli avvocati italiani.

Per lui Antonio fa tutto: assistente, portaborse, autista e perfino cuoco personale, per il momento a fronte soltanto di un miserrimo rimborso spese. Il fatto è che lo studio è di proprietà di Titti (Elena Sofia Ricci), la moglie di Bellastella, e Titti è un po’ tirata in fatto di soldi e con il marito si è divisa i compiti: lui si occupa della parte legale, mentre lei sta alla cassa e gestisce un patrimonio di milioni di euro, tra ville a Capri, chalet a Cortina e immobili a Londra e New York.

Quando Antonio supera brillantemente l’esame di stato, sembra dischiudersi davanti a lui il promettente futuro tanto agognato: diventare socio dello studio con un compenso che supera ogni immaginazione, diecimila euro al mese. Eppure c’è ancora un piccolo favore personale da elargire al grande principe del foro: Antonio dovrà sposare Isabel (Maria Clara Alonso) l’amante argentina di Toti per assicurarle la cittadinanza italiana…Perché esitare? In fondo, come lo rassicura Bellastella, si tratta solo di una firmetta in Comune…e così il ragazzo accetta: niente di più sbagliato! Ora è davvero in un mare di guai…"

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=waH95YszVz4








Sull'argomento vedi altresì:


METODI PSYCO DI BELLOMO: CONTAMINAZIONI CON SCIENTOLOGY?


"L’incredibile storia del consigliere Bellomo


VIENE DA PENSARE AL FILM "PSYCO", A SCIENTOLOGY O  ALTRA SUBSPECIES DI "SETTA" |  MITOMANIA?


WELCOME TO THE WORLD          |                  NO ILLUSIONS


Francesco Bellomo era un magistrato del Consiglio di stato, il supremo organo della giustizia amministrativa, quello a cui ci si appella contro le decisione dei famosi TAR, per intendersi. Bellomo vinse il concorso nel 2005 ed è descritto da alcuni giornali come una sorta di celebrità. Il Mattino, in un articolo scritto in sua difesa, lo ha definito “un magistrato tra i più brillanti e autorevoli in Italia”.



L'INSIDIA







Con il grande gioco dell'astuzia
bloccherò di colpo il tuo sbadiglio
eccitante gesto di follia
potrà darti un senso o un'illusione
sarò l'insidia
cromosoma impazzito, sfuggiato al controllo
soldatino di latta che manca all'appello
il bugiardo più sincero del reame
specchio un po' scheggiato e così sia!
il sapore dolce del potere
sa sfumare i fatti e le parole
mescolando colpe e santità
tre bugie non fanno una verità
sarò l'insidia
cromosoma impazzito, sfuggiato al controllo
soldatino di latta che manca all'appello
il bugiardo più sincero che ci sia
sarò l'insidia
cromosoma impazzito, sfuggiato al controllo
soldatino di latta che manca all'appello
il bugiardo più sincero del reame
specchio un po' scheggiato e così sia!

domenica 8 aprile 2018

Cassazione: no al ricorso 'sandwich' copia-incolla



E' inammissibile il ricorso posto in essere con la tecnica del copia-incolla senza alcuno sforzo di selezione o rielaborazione dei contenuti


Aprile  2018 | Avvocato Gabriella Filippone |
Rassegna e commenti notizie on line



Nei ricorsi soltanto una compiuta esposizione dei fatti risponde all'esigenza di consentire ai giudici di legittimità di acquisire una conoscenza chiara e completa della questione e della fondatezza o meno delle censure sottoposte al loro giudizio. 



Lo afferma la Corte di cassazione con la sentenza n. 8245, depositata lo scorso 4 aprile 2018



La vicenda analizzata dagli 'ermellini' traeva origine da un ricorso per cassazione proposto dalle Entrate avverso una sentenza pronunciata dalla Ctr, con cui era stata confermata la dichiarazione in 1°grado di illegittimità del recupero a tassazione di maggiori ricavi e costi non inerenti in capo a una società consortile.



Titolo:  Ricorso 'sandwich', il copia-incolla non incanta i giudici
Autore:  Rosanna Acierno
Fonte:  Il Sole 24 Ore  




sabato 31 marzo 2018

Lo straining è una forma attenuata di mobbing | Risarcimento del danno da straining



to strain 



Risarcimento del danno da "straining"


Immagine: via Wikimedia 
Con la sentenza n. 7844, depositata nel mese di marzo 2018, la Corte di cassazione ha precisato che lo straining non è altro che una forma attenuata di mobbing nella quale manca il carattere della continuità delle azioni vessatorie



Lo straining può giustificare il risarcimento del danno ove l'azione vessatoria abbia provocato frustrazione personale e professionale.



Nel caso esaminato  dai giudici del Palazzaccio il danno da 'stress forzato' è stato riconosciuto in capo a un dipendente costretto 'a lavorare in un ambiente di lavoro ostile, per incuria e disinteresse nei confronti del suo benessere lavorativo'



La Corte ha censurato il comportamento del datore di lavoro che sarebbe venuto meno all'obbligo di evitare situazioni 'stressogene' capaci di minare l'integrità psico-fisica del lavoratore.





Titolo:  Lavoro, ok al danno da 'straining'
Autore:  Valerio Vallefuoco
Fonte:  Il Sole 24 Ore  


mercoledì 28 marzo 2018

STALKING AGGRAVATO DALLA RELAZIONE AFFETTIVA


STALKING E RELAZIONI AFFETTIVE


“Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un profondo timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.
La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se il fatto è commesso attraverso strumenti informatici o telematici.
La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero con armi o da persona travisata.
Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. La remissione della querela può essere soltanto processuale. La querela è comunque irrevocabile se il fatto è stato commesso mediante minacce reiterate nei modi di cui all’articolo 612, secondo comma. Si procede tuttavia d’ufficio se il fatto è commesso nei confronti di un minore o di una persona con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonché quando il fatto è commesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio”.

mercoledì 21 marzo 2018

RESPONSABILTA' CONTRATTUALE DEL DENTISTA

Immagine: Don Lorenzo Bellavita, famoso dentista (Jan Anton Garemijn, 1789); collezione: Musea Brugge - Groeningemuseum | via Wikimedia


Marzo  2018 | Avvocato Gabriella Filippone |
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Il Tribunale di Milano, con la sentenza 1654 dello scorso 16 febbraio, applica la legge 24/2017 che ha riformato la disciplina della responsabilità sanitaria, sostituendo il decreto Balduzzi. Il tribunale milanese ha dato ragione a una paziente che aveva promosso giudizio contro un dentista.

Il giudice ha riconosciuto la responsabilità professionale contrattuale del medico, lo ha condannato a risarcire i danni causati dalla sua condotta imprudente nella predisposizione e nel montaggio di protesi e impianti.

Il Tribunale ha applicato la legge 24/2017 per quanto i fatti si siano verificati prima dell'entrata in vigore del 1°aprile 2017, se non altro per i criteri di liquidazione del danno.

Spetta al danneggiato provare: colpa del medico, nesso di causalità tra condotta e danno, esistenza del danno. 


La responsabilità della struttura sanitaria e del medico libero professionista è di natura contrattuale.


Titolo:  Medico libero professionista, responsabilità contrattuale
Autore:  Giovanni Ricci
Fonte:  Il Sole 24 Ore 

martedì 20 marzo 2018

PER SODDISFARE LE CURIOSITA' PRESSANTI DI CASSA FORENSE

Un video ed altro per soddisfare Cassa Forense che vuole conoscere il motivo per cui dei suoi "sudditi" non paghino i contributi loro richiesti ed è per questo enigma che l'istituzione forense si è rivolta ad Equitalia. Come è "premurosa " con gli iscritti .

DI CHE TI OCCUPI TU?

Perché lo Stato non ci permette di punire quelli che chiedono "Di che ti occupi tu?!"




 | Video pubblicato  su You Tube il 12 giu 2017













Fonte: Paolo Spalluto

VOTARE IN ITALIA E ALTROVE


 |
Arianna Porcelli Safonov   | Video pubblicato  su You Tube








Puoi vedere sull'argomento:
















sabato 17 marzo 2018

"IL MANIFESTO PROGRAMMATICO DI RIFORMA DELLA PREVIDENZA FORENSE". DI CHE SI TRATTA?




IL MANIFESTO PROGRAMMATICO DI RIFORMA DELLA PREVIDENZA FORENSE è stato redatto e lanciato a luglio del 2017, immediatamente sostenuto dall´ associazione "Azione Forense".

L´ Avv. Nazzaro ha illustrato il Manifesto lo scorso anno a  Milano ed al Convegno di Catania del 9 marzo 2018 organizzato da Azione Forense e lo presenterà anche a Bari al Convegno del 4 maggio organizzato da Avvocati Ora (prossimamente anche a Napoli e Roma). 

Il Manifesto è stato anche trasmesso all´ OCF dal gruppo "Previdenza Forense" e dall´ associazione "Azione Forense", con l'intento dichiarato di costituire un gruppo di lavoro in materia previdenziale, ai sensi degli artt. 2 e 5 del Regolamento OCF. La materia previdenziale rappresenta un'emergenza reale molto diffusa all´interno della categoria. 



Marzo  2018 | Avvocato Gabriella Filippone |
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Con provvedimento del Presidente di Cassa Forense sono state indette le elezioni per il rinnovo del Comitato dei Delegati per i giorni 24 - 28 settembre 2018

"Attraverso l´esercizio massiccio del diritto di voto, gli iscritti potranno cercare di cambiare il management e di sviluppare i principi del Manifesto per una Riforma della Previdenza Forense."


PRINCIPIO N. 1 
Abolizione della contribuzione minima, sia soggettiva che integrativa: la contribuzione va informata ai principi di progressività e proporzionalità rispetto al reddito, modulata secondo scaglioni (53 COST.).
A regime, versiamo contributi minimi obbligatori per un totale di 3640 (soggettivo 2.780 + integrativo 710 + maternità 151) che, in proporzione ad un reddito di € 10.000 corrisponde ad un´aliquota altissima, quasi del 40%, aliquota che va a decrescere all´aumentare del reddito, risultando così inversamente proporzionale ad esso; si violano sia i principi di progressività che di proporzionalità dell´art. 53 Cost, nonchè il criterio meritocratico che la stessa L.P. ha chiesto di rispettare nella elaborazione dei decreti e dei regolamenti attuativi (art. 1) e art. 21 co. 1 della legge 247/2012.

venerdì 16 marzo 2018

MOBBING PERSECUTORIO: dal verbo inglese “to mob”, attaccare, assaltare






MOBBING E ABUSI: la pratica dell’insana persecuzione (dal verbo inglese “to mob”: attaccare, assaltare) 



Sociologi e medici specializzati nello studio dei complessi e vari problemi del mondo del lavoro studiano uno strano e sconcertante fenomeno: il Mobbing, la pratica dell’insana persecuzione, ai danni di inconsapevoli lavoratori.

Il termine inglese potrebbe far pensare ad una nuova moda o ad uno sport estremo. Nulla di tutto ciò.

Il Mobbing (dal verbo inglese “to mob”: attaccare, assaltare) designa in etologia il comportamento di alcune specie animali, solite circondare un membro del gruppo per allontanarlo.

giovedì 15 marzo 2018

Nei conti cointestati il saldo si presume comune





Marzo  2018 | Avvocato Gabriella Filippone |
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Il Tribunale di Palermo, con un'ordinanza dello scorso 25 ottobre 2017, ribadisce che la cointestazione di un libretto di deposito o di un conto corrente fa presumere la contitolarità delle somme che ne costituiscono il saldo. 

E' pertanto legittimo il rifiuto della banca di versare a uno dei cointestatari l'intero importo esistente alla data del decesso di un altro contitolare, se il richiedente non dimostra che tutte le somme erano sue anche quand'era in vita il de cuius.
Il procedimento era stato promosso in via d'urgenza in base all'art. 700 del Codice di procedura.

Il ricorrente, cointestatario di un libretto nominativo presso Poste italiane, aveva chiesto la consegna dell'intero importo depositato. La società, però, aveva versato solo metà della somma, sostenendo di dover trattenere il 50% in quanto l'altro cointestatario era deceduto.


giovedì 8 marzo 2018

Cassazione: il figlio che supera l'esame da avvocato e si iscrive all'albo perde il diritto al mantenimento.

  





Marzo  2018 | Avvocato Gabriella Filippone |
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In tempo di crisi una pronuncia della Corte di Cassazione che va in controtendenza.


Il figlio che supera l'esame da avvocato e si iscrive all'albo e per di più frequenta lo studio legale del fratello perde il diritto al mantenimento.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione  lo scorso 5 marzo 2018
(n. 5088/2018). 


I giudici del Palazzaccio hanno accolto il ricorso di un padre affermando che il diritto al mantenimento trova un limite nel perseguimento di un progetto educativo e formativo che tiene conto anche dell'età.



Fonte:  Italia Oggi | Titolo:  Legale non mantenuto




Così c'è chi perde il diritto al mantenimento e di contro, una volta iscrittosi all'albo, viene coercitivamente iscritto alla Cassa forense. 




lunedì 5 marzo 2018

CTU E COLPA GRAVE

Marzo  2018 | Avvocato Gabriella Filippone |
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Rischia di dover risarcire i danni alle parti il consulente tecnico d'ufficio che sbaglia la perizia per colpa grave.


E' la linea prevalente in giurisprudenza sulla responsabilità civile del Ctu, elaborata in base all'art. 64 c.p.c.. 

Una parte minoritaria degli interpreti sostiene invece che per far scattare il risarcimento sia sufficiente il danno provocato per colpa lieve del consulente.
Si tratta di una prestazione d'opera intellettuale svolta nell'interesse della giustizia. 

La responsabilità civile è solo uno dei profili in cui può incorrere il consulente e si affianca alla responsabilità penale e a quella disciplinare



L'art 64 c.p.c.: il consulente tecnico che incorre in colpa grave è punito con l'arresto fino a un anno o con l'ammenda fino a 10.329 euro


Lo stesso articolo del codice penale prevede che è dovuto il risarcimento dei danni causati alle parti


In giurisprudenza prevale l'orientamento per cui il fatto dannoso può essere imputato a responsabilità del consulente solo quando incorra in colpa grave. 


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