sabato 24 febbraio 2018

TOSCANA: VOUCHER FORMATIVI PER PROFESSIONISTI OVER 40


Febbraio  2018 | Avvocato Gabriella Filippone |
Rassegna e commenti notizie on line




La regione Toscana ha messo a disposizione dei liberi professionisti, over 40, voucher per corsi di formazione e di aggiornamento professionale, per le scuole di specializzazione, per master di I e II livello in Italia e all'estero. Il budget ammonta a quasi 1,5 milioni di euro






La regione ha articolato percorsi formativi specifici e qualificati per arricchire la propria professionalità.
Il contributo minimo di duecento euro può  arrivare a tremila: sarа concesso al beneficiario del voucher o, tramite delega, all'ente che organizza il corso. 

Possono farne richiesta i lavoratori autonomi di tipo intellettuale, chi è iscritto a ad una associazione professionale oppure chi è iscritto alla gestione separata Inps, che siano residenti o domiciliati in Toscana, in possesso di partita Iva. Domande online; le prossime scadenze sono fissate al 30 aprile, 31 luglio, 31 ottobre 2018.



Titolo: Voucher formativi per riqualificare i professionisti | Fonte: II Sole 24 Ore






La valorizzazione del ruolo sociale ed economico delle professioni, il sostegno all'ingresso dei giovani professionisti nel mondo del lavoro sono una priorità per la Regione Toscana. Prima in Italia, la Toscana ha varato una legge regionale, la 73 del 2008, sostenuto il Manifesto delle professioni intellettuali, ha presentato incentivi specifici.
L'interesse della Regione per il mondo delle libere professioni intellettuali è motivato dal ruolo da queste svolto nella vita economica e sociale  del Paese, un ruolo che, pur ridimensionato dalla crisi economica, resta crescente. In Toscana, gli iscritti ad Ordini e Collegi professionali alla fine del 2013 erano 148.000, circa 39 professionisti ogni mille abitanti, 4 in più della media nazionale. 
Se si sommano le categorie professionali non organizzate, il totale sfiora i 300 mila (fonte Irpet-Sociolab, 2014), che rappresentano circa il 10 per cento del totale degli occupati. 

Il mondo delle libere professioni è sempre meno sinonimo di benessere e privilegio. E' destinato a condividere una torta sempre più piccola, ragione per cui che la Regione mette a disposizione una serie di opportunità per sostenerne l'attività e favorirne o consolidarne l'inserimento nel mercato del lavoro.




Leggi articolo su:gonews  .



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«La differenza tra le persone sta solo nel loro avere maggiore o minore accesso alla conoscenza» (Lev Tolstoj)



La rassegna stampa è una sintesi e fornisce i riferimenti dell'articolo (testata, autore, titolo) per reperire sul quotidiano o altra fonte l'articolo completo. 



Si declina ogni responsabilità per errori od omissioni, nonché per un utilizzo improprio delle immagini o non aggiornato delle notizie e delle informazioni.





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venerdì 23 febbraio 2018

FABRIZIO MORO su Dell'Utri elencandone i reati al pubblico (2014)

FABRIZIO MORO IN CONCERTO RIPERCORRE LA STORIA POLITICA ITALIANA CITANDO RENZI, BERLUSCONI E DELL'UTRI

VIDEO CONCERTO: Fabrizio Moro esprime il suo pensiero sull'incontro tra Renzi e Berlusconi e rivela tutti i reati di Dell'Utri, fondatore insieme a Berlusconi del partito Forza Italia




PER L'UE E' LECITO IN SPAGNA LICENZIARE IN GRAVIDANZA


Non contrasta con il diritto comunitario la legge nazionale che consente di licenziare la lavoratrice in stato interessante nell'ambito di una procedura di licenziamento collettivo. 



Febbraio  2018 | Avvocato Gabriella Filippone |
Rassegna e commenti notizie on line





Ogni Paese membro è libero di prevedere forme di tutele più forti per le dipendenti madri e gestanti. E' la motivazione della Corte di giustizia Ue (Causa C 103/2016) che ha eliminato ogni dubbio sulla legittimità della normativa spagnola

La controversia riguardava un licenziamento di una lavoratrice in stato di gravidanza nell'ambito di una procedura di riduzione collettiva di personale avviata da una banca

Tale recesso è stato intimato nel rispetto delle norme spagnole, che vietano il licenziamento delle lavoratrici gestanti salvo il caso in cui il recesso sia dovuto a motivi non riguardanti la gravidanza o l'esercizio del diritto ai permessi e all'aspettativa conseguenti alla maternità. 


Titolo:  Per la Ue lecito licenziare le lavoratrici in gravidanza
Autore:  Giampiero Falasca
Fonte:  Il Sole 24 Ore 



In Italia la legge vieta al datore di lavoro di licenziare la lavoratrice madre dall'inizio del periodo di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino. Divieto di licenziamento anche  nel caso in cui il datore di lavoro, al momento del licenziamento, non conosceva lo stato di gravidanza della lavoratrice.


Eccezioni
Il datore di lavoro può procedere al licenziamento qualora il licenziamento sia stato determinato dal comportamento della lavoratrice tale da non consentire l’ulteriore prosecuzione, anche in via provvisoria, del rapporto di lavoro. In pratica la donna si deve essere macchiata di una colpa grave. Può trattarsi di gravi negligenze nel lavoro, divulgazione di notizie confidenziali o l’aver diffuso fatti o accuse tali da ledere la reputazione del datore di lavoro.
Spetta al datore di lavoro provare la legittimità dei motivi per i quali ha proceduto al licenziamento: 1) l’azienda ha cessato ogni attività a cui la lavoratrice era addetta; 2) ultimazione delle prestazioni per le quali la lavoratrice è stata assunta o di risoluzione del rapporto di lavoro per scadenza del termine. È il caso in cui la lavoratrice sia stata assunta con un contratto a tempo determinato o per una singola prestazione.

ELEZIONI 2018: CHI CHIEDE IL VOTO E A CHI

e soprattutto chi concede il voto (a suo rischio e pericolo)




Elezioni 2018 - Milena Gabanelli: I condannati candidati e il senso dello stato.

giovedì 22 febbraio 2018

"IL MAL DI MOUSE" E' UN DISTURBO LEGATO ALL'USO DEL PC



QUANTO MALE CI FA IL PC? 
Ore davanti al computer, posizioni scorrette che causano dolori, scarso moto: la vita in ufficio o comunque al desk (scrivania) può in alcuni casi minacciare la nostra salute: un disturbo diffuso legato all’uso del mouse.



Febbraio  2018 | Avvocato Gabriella Filippone |
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Non è di una fobia verso i topolini sic e simpliciter quella che gli americani hanno battezzato “mal di mouse”. È una malattia causata dall’innovazione tecnologica, in particolare computer e mouse. Inizia con un dolore alla mano, più o meno forte, se trascurato, come purtroppo spesso avviene, si infiamma e degenera. Il dott. Alberto Lazzerini, responsabile dell’Unità Operativa di Chirurgia della Mano di Humanitas:

Cos’è il “il mal di mouse”?

"Il ‘mal di mouse’ è un disturbo causato dai continui e invariati movimenti per spostare il mouse. Questi movimenti a lungo andare causano una tensione muscolare che, in alcuni casi, può provocare infiammazione dei tendini in varie regioni della mano o una irritazione dei nervi che forniscono sensibilità alle dita”.

I sintomi

Il segnale d’allarme che porta a pensare al ‘mal di mouse’ è il dolore che aumenta con il movimento e diminuisce con il riposo.

Le cause

“Una delle cause è sicuramente il sovraccarico della parte interessata in una situazione di predisposizione. Superato il limite di tolleranza si manifesta la malattia. Non colpisce tutti indistintamente, quindi, solo alcune persone che sono già predisposte a soffrire della malattia, il movimento con il mouse scatena l’infiammazione”.

Chi colpisce

“Il ‘mal di mouse’ colpisce chi lavora per tante ore al computer, per lavoro o per hobby, facendo movimenti ripetuti non abituali per il polso, soprattutto se il gomito non è appoggiato bene al tavolo”.

Cosa si può fare

Il riposo assoluto in genere fa passare l’infiammazione. Per ridurre il dolore: farmaci antinfiammatori o cicli di fisioterapia strumentale. La fisioterapia aiuta a favorire la mobilità delle strutture della mano. Importante non sottovalutare l’infiammazione, perché se trascurata può degenerare.

L'AVVOCATO MARCO MORI SI CANDIDA ALLA CAMERA CON CASAPOUND ITALIA

L'AVVOCATO MARCO MORI SI CANDIDA ALLA CAMERA CON CASAPOUND ITALIA


Febbraio  2018 | Avvocato Gabriella Filippone |
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Chi è Marco Moro?
Ricordate la comunicazione inviata nel 2016 da un avvocato a Cassa Forense?
E' stata inviata dall'Avvocato Marco Moro


   Circola on line in questi giorni su fb una comunicazione inviata da un avvocato a Cassa forense. Che ne pensate? | L'oggetto: rinuncia alle prestazioni di Cassa Forense e richiesta di ripetizione dei contributi erogati | #avvocati 




mercoledì 21 dicembre 2016


Circola on line in questi giorni su fb una comunicazione inviata da un avvocato a Cassa forense. Che ne pensate? | L'oggetto: rinuncia alle prestazioni di Cassa Forense e richiesta di ripetizione dei contributi erogati | #avvocati













I riferimenti personali sono stati rimossi 




lunedì 19 febbraio 2018

LO STRAPOTERE DELLA CLASSE MEDICA


LO STRAPOTERE DELLA CLASSE MEDICA


Non è questione di fragilità È giustissimo non essere preparati mentalmente a una asportazione decisa dal primo che arriva, pronto  a distruggere delicatissimi equilibri. Una medicina degna di rispetto è quella che punta al ripristino intelligente di tali equilibri, e non a un semplicistico ricorso al bisturi.

La medicina ignora deliberatamente le funzioni autoguarenti del corpo umano. L’inquietudine, il panico e le paure ingenerati dalle pressioni mediche aggrava le condizioni .

STARE ALLA LARGA DAL BISTURI È GIUSTO, LOGICO E NORMALE
Solitamente la classe medica ritiene un organo guaribile (quando lo ritiene guaribile) mediante asportazione, secondo i vezzi, le decisioni e i verdetti di un qualsiasi medico, sia egli mediocre, bravo o anche premio Nobel del settore. Stiamo attenti a difendere con le unghie e coi denti l’integrità inviolabile del nostro corpo.

I METODI SBRIGATIVI DELLA MEDICINA NON RAPPRESENTANO AFFATTO UNA SOLUZIONE IDEALE
I problemi  di sovente sono inguaribili coi mezzi della disinvolti ed invasivi della medicina, la quale nulla fa contro il disordine organico o mentale che sta alla base causativa della alterazione in corso, ma si limita a intervenire chirurgicamente.
VIVERE DA PERSONE MUTILATE NON È AFFATTO UNA CONDIZIONE INVIDIABILE
Vivere mutilati non è affatto una condizione invidiabile, come quella di vivere da persona medicalizzata e costretta ad assumere farmaci a vita.












CRIVEO : Valdo Vaccaro - Il perenne conflitto tra Igienismo e medicina Per un mondo basato sulla corretta alimentazione e non sui farmaci Conferenzaintegrale di Valdo Vaccaro ad Ascoli Piceno il 4 maggio 2013 presso la sala Docens del comune.



sabato 17 febbraio 2018

"RESTO AL SUD": L'INCENTIVO PER APRIRE IMPRESA NEL MEZZOGIORNO


Febbraio  2018 | Avvocato Gabriella Filippone |


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Titolo:  Già 5mila le domande per aprire un'impresa nel Mezzogiorno
Autore:  Marzia Bartoloni
Fonte:  Il Sole 24 Ore  



'Resto al Sud'. Già 5mila le domande presentate da giovani meridionali intenzionate a sfruttare l'incentivo gestito da Invitalia




L'obiettivo è quello di sostenere la nascita di nuove attività avviate da giovani meridionali under 36. 

L'importo complessiva messo a disposizione per questo progetto ammonta a 1,25 miliardi di euro stanziato dal decreto per il Mezzogiorno.

I progetti già completati ammontano a 875, più di 5mila sono in lavorazione

Il finanziamento medio richiesto è di 66mila euro per progetto. 

Le agevolazioni 'Resto al Sud' coprono fino al 100% delle spese il 35% a fondo perduto e il 65% con un finanziamento bancario garantito dal Fondo di Garanzia delle Pmi

Otto le regioni interessate dall'incentivo. Il settore turistico-culturale è il più: rappresentato con quasi il 43% dei progetti.


venerdì 16 febbraio 2018

M5S e i "maghi della truffa non riuscita" | altri partiti invece truffano tranquillamente


Febbraio  2018 | Avvocato Gabriella Filippone |


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M5S, sono in 8 nella lista nera. E almeno 3 saranno rieletti


I furbetti del bonifico - Di Maio fa l’elenco di chi non ha restituito i soldi e annuncia: “Sono fuori” Sottratti al fondo per il microcredito 800 mila euro.  



La sentenza la emette in serata il candidato premier, Luigi Di Maio, di fronte a un pugno di telecamere. E parla di otto parlamentari colpevoli di mancate restituzioni, due in meno di quelli indicati dalle Iene, per un totale di quasi 800mila euro. “Si sono autoesclusi dal Movimento” riassume Di Maio
M5S e  i "maghi della truffa non riuscita" | altri partiti invece  truffarano  tranquillamente 
IVAN DELLA VALLE | 270 MILA EURO


“Se io ho tradito il movimento per le restituzioni, il Movimento che io avevo contribuito a fondare, perché sono stato il primo consigliere comunale eletto in Piemonte e tra i primi in Italia, ha tradito gli elettori su tantissime tematiche”, accusa Della Valle." 


GOOGLE COME FA A PAGARE MENO TASSE



IL VIDEO DI PROVENIENZA SVIZZERA TENTA DI SPIEGARE COME NON PAGARE LEGALMENTE LE TASSE









IL TAR LAZIO OBBLIGA GOOGLE A DICHIARARE I COMPENSI DA PUBBLICITA'


Titolo:  Da Google obbligo dati all'Agcom
Autore:  Giovanni Negri

Fonte:  Il Sole 24 Ore




Febbraio  2018 | Avvocato Gabriella Filippone |


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Gli operatori del settore dei media, compreso Google, dovranno fornire all'Agcom tutti i dati, anagrafici ed economici, contenuti nella Ies (Informativa economica di sistema)





Il colosso di Mountain View aveva contestato l'obbligo davanti al Tar Lazio


Il Tribunale amministrativo regionale, con la sentenza 1739 del 14 febbraio, ha respinto l'impugnazione sostenendo la piena legittimità del provvedimento





Nella delibera del 2013 che definisce i soggetti obbligati alla comunicazione dei ricavi ci sono anche le imprese concessionarie di pubblicità che esercitano direttamente o per conto terzi attività di negoziazione o conclusione di contratti di vendita di spazi pubblicitarida trasmettere sul web e, per i ricavi realizzati sul territorio nazionale, le società con sede all'estero, anche se non operanti nel settore radiotelevisivo o dell'editoria. (vedi Italia Oggi: 'Google deve comunicare i ricavi' )







IL TAR LAZIO OBBLIGA GOOGLE A DICHIARARE I COMPENSI DA PUBBLICITA'


Titolo:  Da Google obbligo dati all'Agcom
Autore:  Giovanni Negri

Fonte:  Il Sole 24 Ore




Febbraio  2018 | Avvocato Gabriella Filippone |

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Gli operatori del settore dei media, compreso Google, dovranno fornire all'Agcom tutti i dati, anagrafici ed economici, contenuti nella Ies (Informativa economica di sistema)



Il colosso di Mountain View aveva contestato l'obbligo davanti al Tar Lazio

Il Tribunale amministrativo regionale, con la sentenza 1739 del 14 febbraio, ha respinto l'impugnazione sostenendo la piena legittimità del provvedimento


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